Torna a marzo Sicilia en primeur

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Saranno Siracusa e Noto, le città che sono tra i patrimoni mondiali dell’Unesco, a ospitare quest’anno Sicilia en primeur, il tradizionale appuntamento con il rating della produzione vinicola siciliana della vendemmia 2008. La manifestazione, organizzata da Assovini Sicilia, si svolgerà dal 18 al 22 marzo prossimi in una delle zone più vivaci di tutta la produzione vitivinicola siciliana, famosa anche per le bellezze paesaggistiche e architettoniche che la rendono una delle mete preferite di turisti e appassionati di enogastronomia. Tra i monumenti barocchi e i filari di vigneti, i più importanti giornalisti della scena nazionale e internazionale potranno apprezzare luoghi e sapori siciliani, attraverso un tour in grado di mettere in mostra il top della produzione vitivinicola regionale, che negli ultimi ani ha fatto incetta di primi in Italia e all’estero.

Tutto sarà immerso nella splendida architettura barocca che contraddistingue il Val di Noto. Città di antiche e nobili tradizioni culturali, ricca di monumenti religiosi e civili, definita “Giardino di Pietra” dal critico d’arte Cesare Brandi, Noto è infatti riconosciuta la capitale del barocco siciliano; un barocco unico, che cattura la luce e traspare ovunque: nei palazzi, nelle chiese, nei conventi, nei monasteri, nelle scalinate scenografiche, nelle edicole sacre, nelle strade nascoste e nei vicoli più modesti, ma soprattutto nel Duomo recentemente restaurato.

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A Siracusa, invece, il barocco si può apprezzare nell’isola di Ortigia, nucleo storico della città di Siracusa, dove si possono ammirare il Duomo, Palazzo Beneventano del Bosco e Palazzo senatorio o Palazzo Vermexio, sede del Municipio, che trae il nome dall’architetto catalano Joan Vermexio che lavorò a Siracusa nel XVII sec.. Ed ancora S. Lucia alla Badia situata a sud della piazza duomo, che per le colonne ritorte e lo scudo della Spagna sembra un’anticipazione dello stile Rococò e presenta tutta la freschezza del primo barocco aretuseo.

Arte e vino saranno “a braccetto” per offrire il meglio dell’Isola che è sempre di più un “continente del vino”. Sarà, infatti, proprio questo il tema che caratterizzata questa edizione della manifestazione che si colloca sempre di più tra gli appuntamenti di grande rilievo internazionale. Basti pensare che lo scorso anno ha ospitato 104 giornalisti partecipanti in rappresentanza di 34 Paesi del mondo.

In una regione dove i terroir, le caratteristiche climatiche e ambientali, sono diversi, a seconda delle zone si possono individuare differenti vitigni o differenti sapori dello stesso vitigno. Si passa infatti da spiagge magnifiche e vigneti a ridosso del mare, fino a vette innevate di oltre 800 metri che ritroviamo sull’ Etna. È così che posiamo dividere il “continente” Sicilia, in sette “Paesi”: quello dell’Etna, appunto, quello di Trapani, Palermo, di Agrigento e Caltanissetta, Siracusa e Noto, Ragusa e Vittoria, e infine quello “dolce” delle isole minori.

Anche l’edizione 2009 propone molte novità. Oltre alle degustazioni, per far conoscere il meglio dell’enologia siciliana, saranno organizzati dei tour nelle due aree della Sicilia orientale e occidentale per conoscere in prima persona i produttori, le aziende partecipanti, i territori di produzione, le specialità gastronomiche dell’Isola. Gli enotours si svolgeranno il 19 e 20 marzo, mentre il 21 e il 22 saranno invece dedicati alla degustazione en primeur e al rating sulla vendemmia 2008, con la conferenza finale a cui parteciperanno istituzioni del territorio e sponsor, oltre ad esperti del settore che commenteranno i prodotti vinicoli. I vini in rassegna saranno trenta e rispecchieranno la divisione del “continente” in sette aree produttive, proprio per fare gustare ai giornalisti il sapore dei diversi “paesi” dell’Isola, ognuno caratterizzato da un gusto inconfondibile, fatto anche di tradizioni e modi differenti di approcciarsi al mondo vitivinicolo.

Alla degustazione professionale per i giornalisti dei vini siciliani appena imbottigliati, seguirà una rassegna, nel pomeriggio, dei prodotti delle annate precedenti così che i professionisti dell’informazioni possano avere un panorama, il più possibile ampio, di quello che la Sicilia vinicola è in grado di offrire.

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