Vigneto di Campolungo: a Lamole fervono i lavori

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Cresce il Vigneto di Campolungo, il cru dei Tenimenti Lamole di Lamole, e siamo oramai al conto alla rovescia per l’impianto delle nuove viti di sangiovese che verranno messe a dimora entro il prossimo mese di febbraio. Si tratta dell’ultimo, fondamentale, tassello dell’opera di profondo rinnovamento che ha investito lo storico vigneto ubicato nel cuore della frazione di Lamole (il Comune è Greve in Chianti) : un rinnovamento che ha portato alla crescita della superficie complessivamente vitata a Campolungo – che passa da 8,5 a 10 ettari, a fronte dei 50 vitati nei 141 ettari complessivi dei Tenimenti – ma anche alla “ricostruzione” ambientale di questo tratto unico e caratteristico del Chianti Classico, con la salvaguardia di antichi terrazzamenti – ora tutti ripristinati – , la realizzazione di nuovi, e la messa a dimora – in una vera e propria opera di architettura del paesaggio – di piante di ulivi, cipressi e ginestra. Il vigneto così “ricomposto” rappresenterà una parte fondamentale della scenografia di Lamole, il cui storico borgo, dista poche decine di metri dai nuovi terrazzamenti.

«I lavori sono iniziati in un’area dove storicamente da sempre si coltiva la vite, ma dove forse si era un po’ perduto col tempo il senso del valore paesaggistico che qui è notevole: il vigneto è ubicato infatti in una terrazza naturale, esposta a sud-ovest che domina il vasto anfiteatro del Chianti Classico, protetta a nordest dai contrafforti del Monte San Michele – spiega Andrea Daldin, enologo responsabile dei Tenimenti -. Noi abbiamo voluto non soltanto ottimizzare la coltivazione nel nostro cru, ma anche ricostruire quella che era la Toscana di un tempo. Abbiamo lavorato con estrema cura ed attenzione per il territorio: il manto superficiale del terreno è stato asportato e abbiamo provveduto allo scasso dello strato inferiore sul quale abbiamo poi riportato la terra originaria. Sono stati realizzati nuovi terrazzamenti esposti a mezzogiorno, per complessivi mille700 metri quadrati, utilizzando l’alberese presente. Questo permetterà di canalizzare più calore verso le piante e favorire così la completa maturazione dei futuri grappoli: il vigneto infatti parte da un’altitudine di 450 metri, sino ad arrivare alla massima di 550. Verranno messe a dimora 5.900 piante ad ettaro (complessivamente saranno poco meno di 9mila) di tre diversi cloni di sangiovese».


Il “Vigneto di Campolungo – Chianti Classico Riserva Docg – è il top della produzione di questo cru: viene realizzato soltanto nelle annate migliori (attualmente è disponibile l’annata 2004, mentre a giugno verrà commercializzato il millesimo 2006 ritenuto una delle migliori vendemmie delle ultime decadi). La produzione è molto contenuta, appena 10mila bottiglie, frutto appunto della cura posta in vigneto e nelle successive lavorazioni in cantina.

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