Fattoria Casetto dei Mandorli: Tre Bicchieri per il Predappio di Predappio Vigna del Generale 2005

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Da oggi è ufficiale e verificabile sul sito internet di Slow Food: la Fattoria Casetto dei Mandorli di Giuseppe Nicolucci (Predappio Alta) ha conquistato con i fatidici “TRE BICCHIERI” il podio più alto nella Guida ai Vini d’Italia di Gambero Rosso (Slow Food Editore), una sorta di ‘bibbia enologica’ che laurea ogni anno i migliori vini d’Italia. Il massimo riconoscimento è arrivato al “Predappio di Predappio Vigna del Generale 2005”, la prestigiosa riserva da vitigno sangiovese ‘grosso’ già premiata lo scorso luglio come ‘eccellenza’ dalla guida regionale dell’Associazione Italiana Sommelier “La Romagna da bere”.

Testimone del territorio di cui porta il nome, il vino della Fattoria Casetto dei Mandorli rappresenta la rivincita di quel sangiovese “grosso” che sulle colline romagnole di Predappio, grazie a un eccezionale “terroir” acquista struttura e complessità, profumi evoluti, un gusto caldo e morbido sorretto da tannini vellutati e suadenti. Un vero e proprio ‘cru’ che rappresenta la punta di diamante dell’enologia romagnola e che sta per guadagnare la cittadinanza di ‘sottozona’. Riconoscimento conferito col contagocce a quelle località collinari altamente vocate e storiche per il vitigno sangiovese, preferibilmente clone R24, ritenuto autoctono della Romagna.


Grandissima la soddisfazione di Giuseppe Nicolucci, presidente della neonata Associazione per la Promozione del Sangiovese di Predappio e territori limitrofi (nata nel 2006 comprende le 10 maggiori aziende vitivinicole del territorio predappiese), che assieme al figlio Alessandro, enotecnico, è l’erede di tre generazioni di vignaioli che da sempre curano amorevolmente gli storici vigneti di famiglia a Predappio Alta e le antiche cantine sotterranee della Fattoria dove il Sangiovese si tempra nel rovere.


“Il merito dei tre Bicchieri è di mio figlio Alessandro” commenta Giuseppe Nicolucci. “Alessandro proviene dalla grande scuola di enologia di Conegliano Veneto. È lui il wine maker del ‘Predappio di Predappio’ – Io mi occupo di vigneti e della razionalizzazione del rapporto produzione-qualità. Il resto lo fa il nostro magnifico terroir  con le sue crete mature che sono già una garanzia di produzioni vinicole di altissima qualità».


La 22° edizione della guida con i suoi 18.000 vini recensiti per un totale di 2.300 aziende (tradotta in inglese e in tedesco) sarà presentata al pubblico durante il Salone del Gusto di Torino il 25 ottobre prossimo. A differenza degli altri anni la lista dei vincitori è stata e verrà rivelata nel corso di questi giorni un pochino per volta per dare così il giusto risalto a ogni regione italiana. E l’Emilia-Romagna non poteva avere un rappresentante più prestigioso del suo autoctono più nobile, quel sangiovese che a Predappio ha la sua storica culla.


L’azienda Fattoria Casetto dei Mandorli sarà protagonista sabato 11 ottobre del ciclo di degustazioni “La storia nel calice” nella neorestaurata Rocca di Predappio Alta: dalle 15 alle 19 sarà possibile visitare i locali della rocca medievale e degustare il Sangiovese made in Predappio abbinato ai prodotti tipici.


L’AZIENDA FATTORIA CASETTO DEI MANDORLI
Azienda vtivinicola a conduzione familiare, fondata nel 1885 con una produzione annua che si aggira attorno alle 100.000 bottiglie, dove si concretizza l’amore per la terra e uno dei suoi frutti migliori: il vino. Giuseppe Nicolucci, titolare assieme al figlio Alessandro, enotecnico, è l’erede di tre generazioni di vignaioli che da sempre curano amorevolmente gli storici vigneti di famiglia a Predappio Alta e le antiche cantine del 1283 dove il sangiovese si tempra nel rovere.

IL VINO PREMIATO
PREDAPPIO DI PREDAPPIO VIGNA DEL GENERALE
Sangiovese di Romagna Doc Riserva 2005


Sangiovese in purezza dall’acino piccolo, maturato due anni in botti di rovere da 30 hl. breve passaggio in cartelli (barriques), tre mesi di affinamento in bottiglia. Di uno splendido colore rubino che vira al granato, il ‘Predappio di Predappio’ regala un naso intrigante di frutta e spezie completato da un palato morbido con tannini decisi ma levigati che  donano al vino grande struttura. Gradi 14°

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