Riconoscimenti internazionali per la Tintilia di Angelo D’Uva

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Quello di Angelo D’Uva Vugnaiuolo in Larino è un successo sempre più internazionale: lo testimoniano i recenti riconoscimenti ottenuti, che segnalano come questa azienda, nata nella città omonima negli anni ’40 per volontà del nonno di Angelo D’Uva, abbia saputo crescere ed evolvere secondo le esigenze e le tendenze del bere contemporaneo, mantenendo però un’attenzione costante alla qualità e la passione per la terra e i suoi prodotti. Un binomio prestigioso che si manifesta, ad esempio, nei nomi scelti per le etichette prodotte: Ricupo, Keres, Gavio, Console Vibio, e Kantharos.

Nella famiglia D’Uva, la vocazione vitivinicola è stata tramandata di padre in figlio, sino all’attuale terza generazione. Il giusto mix di tradizione e modernità, di operosità e intuizione, ha permesso a questa casa vitivinicola di farsi conoscere sempre più al grande pubblico, anche al di fuori dei confini nazionali. Coniugando l’esperienza contadina e le moderne conoscenze e tecnologie enologiche, Angelo D’Uva sta accrescendo il valore e la qualità della produzione aziendale, reimpiantando i vigneti con sistemi di allevamento atti a selezionare e affinare la qualità delle uve.


L’operosità, legata al territorio e alla tradizione, e l’attenzione ai gusti del bere contemporaneo e internazionale sono probabilmente il segreto che fa dei vini di Angelo D’Uva un prodotto tanto apprezzato all’estero.


In particolare, la Tintilia 2005 ha ottenuto la menzione speciale all’interno del Japan Wine Challenge, l’undicesima edizione di un concorso enologico che si è tenuto a Tokyo dal 9 all’11 luglio 2008, che si propone di mettere in evidenza le eccellenze enologiche di tutto il mondo, valutate da una giuria di esperti internazionale.


Sempre la Tintilia, ha ricevuto la medaglia d’argento da parte della giuria della nona edizione del Trunkfest, il salone internazionale del vino di alta qualità che si è tenuto dal 22 al 24 giugno scorso a Bratislava, Slovacchia. La cerimonia di premiazione avverrà invece ad ottobre prossimo, con un ricevimento ufficiale nella capitale slovacca.


A conquistare i giudici, sicuramente i tratti suadenti ma sinceri di questo vino DOC, nato dall’omonimo vitigno autoctono molisano, riscoperto e valorizzato tra i primi proprio da Angelo D’Uva. Il suo nome, presumibilmente deriva dallo spagnolo “tinto”, che significa “rosso”: questo vino, infatti, si presenta alla vista con un rosso rubino intenso, con riflessi violacei. Al naso rivela sentori di frutta rossa surmatura, in particolare la mora di rovo, e radice di liquirizia su un fondo di vaniglia. In bocca è caldo e molto denso, con tannini morbidi, ma consistenti. L’acidità è sostenuta, dato che il vitigno è coltivato a quote elevate. Per queste sue caratteristiche si abbina egregiamente a primi saporiti, piatti a base di carne e formaggi stagionati.

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