4° Forum Spumanti d’Italia, cultura e ristorazione sanciscono il successo

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Il Forum Spumanti d’Italia sempre più al centro dell’attenzione e della attrazione di pubblico e di esperti. E’ la dimostrazione di una forte necessità di informazione corretta, di conoscenza e di particolare gusto verso le bollicine italiane, sempre più in auge fra i consumatori italiani e stranieri.  Quest’anno il Bubble’s Club e il Bubble-wine Tasting sono stati  il riferimento nazionale per il settore spumantistico italiano. Oltre 12.000 presenze, sono questi i numeri di un bilancio assolutamente positivo. 4.200 visitatori presenti in Villa dei Cedri nella sola giornata di domenica, 1550 presenze tra sabato e lunedì. Oltre 1.000 invece le presenze degli addetti ai lavori tra ristoratori, albergatori, chef, etc.. Quasi 400 gli ospiti stranieri fra cui diversi giornalisti stranieri provenienti da Madrid, Praga, Mosca, Riga, Oslo, Vienna, Lugano, Zurigo e Copenaghen ed altre capitali europee che hanno percorso ” da una sala all’altra” tutti i territori italiani , come una virtuale penisola, per conoscere  il meglio della produzione spumantistica nazionale e delle terre di produzione.  Eccezionale la partecipazione delle autorità al giorno dell’inaugurazione, a partire dal ministro delle politiche agricole dott Luca Zaia,  a testimoniare che il mondo politico  è vicino ad una istituzione superpartes  che opera  per tutti le regioni, tutti i territori , tutte le docg-doc e tutte le case spumantistiche senza alcun campanilismo e favoritismo. Massima apertura a tutti in tutte gli eventi, a Valdobbiadene come a ginevra , a Fabriano, a Siena, a Roma per citare alcune tappe del Bubble’s Club 2008 . C’è poi il bilancio della “piazza”, molti infatti gli spettacoli di qualità proposti che hanno portato a Valdobbiadene oltre 5.000 persone fra bancarelle di prodotti tipici provenienti da diversi territori spumantistici italiani, dal Trentino al Veneto, dal Friuli alla Lombardia, dal Piemonte alla Romagna.

Un’edizione che ci ha dato molta soddisfazione – esordisce così Giampietro Comolli, Direttore del Forum – quest’anno abbiamo deciso di dare il massimo, abbiamo investito – grazie ad UniCredit Group –  moltissimo sulla qualità delle degustazioni, dei convegni, degli spettacoli e a quanto pare, con 12.000 presenze fra cui una eccezionale partecipazione di ristoratori italiani, di giornalisti stranieri e di professionisti sommelier, abbiamo vinto la sfida. Il Forum Spumanti d’Italia chiude la 4^ edizione vedendo  rafforzata la sua immagine come punto di riferimento nazionale”.


E infatti le presenze giornaliere nell’Auditorium Cavallerizza di Villa dei Cedri confermano il grande interesse suscitato dai numerosi convegni organizzati quest’anno in collaborazione con diverse associazioni.


L’incontro su parchi alimentari e giacimenti gastronomici nei territori spumantistici  “fra doc e dop”, organizzato con Slow Food, il corso di laurea in cultura della gastronomia e della ristorazione e l’Università degli studi di Padova, che ha evidenziato come si possa parlare oggi sempre più di “albergo diffuso produttivo” dove l’intero territorio di produzione diventa la struttura ricettiva, con gli esempi consolidati dei parchi dello Speck e del San Daniele, che si possono trasferire anche in Franciacorta, in Asti e nell’Altamarca Trevigiana per il Prosecco Spumante Doc di Valdobbiadene.


A solleticare poi le papille gustative degli ospiti presenti ci hanno pensato i tanti giovanissimi cuochi  delle scuole alberghiere e dei corsi di formazione ( Alma-scuola internazionale di cucina italiana stessa è stata partner dell’evento) e in particolare lo chef Gregory Nalon ha presentato ad un centinaio di colleghi del Veneto, Romagna, Emilia, Marche  la sua  “Cucina dei 5 elementi” , con l’aggiunta di un sesto: lo spumante italiano. Presenti  numerosi giornalisti , con le riprese televisive di diverse testate di cucina oggi presenti sulle principali reti, dalla Rai a Mediaset ed altre. Il convegno ha messo in luce le due posizioni presenti nel mondo gastronomico: quella della cultura accademica legata al rispetto della tradizionalità delle antiche ricette depositate, della stagionalità dei piatti, dell’uso di tecniche di cottura consolidate negli anni e quella della novità in cucina, della sperimentazione, della creatività libera da vincoli della tradizione, con innovative tecniche di cottura o non-cottura.


Il Forum come sempre chiude con il convegno  dell’Ais in collaborazione con la sezione Veneto, una della sedi regionali più attive e molto legata al mondo delle bollicine essendo la Regione Veneto e la Provincia di Treviso, i primi territori nazionali per la produzione di vini spumeggianti. Tema dell’incontro la valutazione delle degustazioni sensoriali con la scheda unica, già approvata dall’Organizzazione Internazionale e già in uso dall’Ais, con la proposta provocatoria dell’esperto professor Osvaldo Murri che ha motivato la necessità di arrivare ad avere due schede di valutazione diverse fra metodo charmat e metodo classico proprio per rispetto delle due tipologie di  produzione italiana e per sancire ancor più – a favore del consumatore finale – un valore equilibrato e preciso per due ” bollicine” assai diverse, che necessitano di due schede differenti in alcuni punteggi e in alcuni parametri in funzione delle caratteristiche oggettive del metodo produttivo. Una novità  che ha sollevato l’interesse e il favorevole appoggio dell’Ais, perché permette alla degustazione professionale di avere una valenza comparativa, non solo nel giudizio ma anche nel voto finale.


“Un’edizione davvero pregna di eventi e presenze. – conclude il Direttore del Forum – Un bilancio assolutamente positivo e più intenso con il supporto di sostenitori, partner e collaboratori  sempre più di altissimo livello, da UniCredit Group alla Regione Veneto, dal Ministero Politiche Agricole a Istituto Commercio Estero, da Unioncamere a Ismea, da Enoteca italiana a l’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino, da Vason a Robino&Galandrino, da Parmigiano Reggiano a  Assoenologi. Alla  quarta edizione di Forum abbiamo quasi raddoppiato le etichette in gara al 7° Concorso Enologico Nazionale incrementando  le 180 del 2004 alle 312 di quest’anno in rappresentanza di 117 aziende. I premiati sono stati solo 30 (il 10% dei partecipanti) a garantire l’assoluta qualità degli spumanti vincitori. Due  soli Nastri d’Oro- premio speciale Francesco Scacchi , uno per ogni metodo in assoluto . Anche le case spumantistiche che – ai diversi eventi e manifestazioni nell’arco dell’anno – hanno partecipato come mostra, degustazioni, abbinamenti in Officine dei Sapori, a Cortina d’Ampezzo o a Ginevra, sono quasi raddoppiate dal 2004, da 93 sono passate a 160  provenienti da 16 Regioni d’Italia. I  60 sommelier Ais  presenti nel corso della tre giorni hanno servito oltre 20.000 calici.  Un successo che è in linea con l’andamento dei mercati: il 2008 si preannuncia ancora in forte crescita soprattutto nei nuovi paesi della Ue , in Svizzera, in Usa e in Russi più in termini di valore che in volumi. Contento, ma si deve ancora migliorare sia in partecipazione che in scelte strategiche. I numeri confortano, ma la chiarezza delle norme, la trasparenza delle etichette, la conoscenza dei metodi produttivi, la valenza esclusiva della docg e doc, la valorizzazione dei termini merceologici, l’oggettività nelle valutazioni delle guide e dei concorsi, la scelta di sedi nazionali ed estere per migliorare la valorizzazione … sono ancora tutti traguardi da raggiungere. E in fretta per continuare il successo sul  mercato e fra i consumatori. “

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