I vini del Casentino raccontati dai grandi produttori

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Si svolgerà a Poppi (Arezzo) il 23 agosto prossimo, nell’ambito della XII edizione del Gusto dei Guidi, un’altra <> dedicata quest’anno ai  produttori delle zone storiche della Toscana,  Brunello, Chianti Classico e Nobile. Modera una regista di teatro appassionata di vini. <> così s’intitola la singolare degustazione delle etichette del Casentino che si svolgerà a Poppi (Arezzo) sabato 23 agosto, a partire dalle ore 21. Una cornice d’eccezione per la presentazione di un’altra <> organizzata nell’ambito della XII rassegna dei vini di Toscana, Il Gusto dei Guidi.

«I grandi produttori vengono a parlare delle matricole: è il nostro modo per rendere omaggio ai marchi che hanno reso famosa la Toscana del vino nel mondo – spiega Lorenzo Massart, dell’azienda Poggiotondo e tra i principali promotori dell’iniziativa – Anche quest’anno proseguendo nelle degustazioni integrate, sentiremo diverse voci frutto di diversi territori e di diverse esperienze. Attraverso il loro contributo continueremo a tracciare la storia ed il futuro dei vini del Casentino. Così concepite le degustazioni arricchiscono tutti: questa volta ci confronteremo con tre culture diverse quella di Montalcino, quella del Chianti Classico e quella di Montepulciano.

In questo momento i relatori stanno venendo in Casentino, a visitare le cantine, a parlare con la gente e con i produttori e soprattutto a bere i nostri vini. Tutto per preparare una grande serata….».

A fare gli onori di casa e a moderare l’incontro Alessandra Aricò regista ed interprete di teatro nata in Casentino ed appassionata di vini. Gli altri ospiti sono nomi altrettanto illustri come Enzo Tiezzi ex presidente del Consorzio del Brunello che a Montalcino conduce l’azienda Cerrino e Soccorso (Soccorso, tra l’altro, è stato il primo vino imbottigliato con l’etichetta Brunello nel lontano 1870). Così Paolo Socci che nel Chianti Classico, a Lamole, nei pressi di Greve in Chianti imbottiglia il vino omonimo e Nicolò de Ferrari che conduce a Montepulciano, Poderi Boscarelli, considerata una delle aziende più importanti del Nobile per rigore (delle tecniche) e raffinatezza (dei vini).

«L’anno scorso i nostri ospiti – continua Massart- convenivano sul fatto che i vini del Casentino, nella loro diversità, hanno un minimo comune denominatore che è appunto il territorio… il territorio come segno distintivo che li rende unici. Che cosa racconteranno quest’anno i saggi del vino di Toscana? Cosa diranno i Produttori ai produttori quando saranno a tu per tu? Cosa diranno alle nuove leve del vino di Toscana in bottiglia? … Non vedo l’ora di esserci!>>.

Il Casentino del vino si muove deciso nel panorama enologico italiano tanto che alcuni suoi vini compaiono nelle guide che contano con punteggi di tutto rispetto. Il Casentino del vino si muove e cerca, con garbo, il confronto con gli altri. Il merito di questa filosofia, peraltro inusuale nel panorama dei vignerons italiani, è di tre uomini: il dott. Gianni Ceccarelli che vicino a Poppi (Ar) imbottiglia due rossi, don Arrigo dei Monaci Camaldolesi che a Soci (Ar) imbottiglia rosso, bianco, vinsanto e vendemmia tardiva e l’avv. Lorenzo Massart che a Subbiano (Ar) imbottiglia due rossi. 

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