La Puglia fa fronte contro i terroristi del vino

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“Il Vigneto Puglia è in costante crescita e il suo livello qualitativo non può certo essere messo in discussione da una o due realtà poco oneste che infangano il buon nome della nostra regione”. E’ questo il commento che Paolo De Castro, in visita presso il padiglione Puglia alla 42esima edizione di Vinitaly, ha riservato ai boatos scoppiati dopo le anticipazioni sull’articolo dell’Espresso che racconta dell’inchiesta che ha viste coinvolte diverse realtà nazionali tra le quali due pugliesi. “In realtà – sottolinea ancora De Castro – stiamo parlando di numeri e situazioni completamente diverse. Siamo tutti concordi sul fatto che vada fatta quanto prima chiarezza ma senza volere a tutti i costi drammatizzare ed enfatizzare”.

Piuttosto il Ministro si è voluto soffermare sulla grande crescita del comparto vitivinicolo pugliese, in grado di affermarsi anche su mercati come quello nordamericano che, anche per ragioni strettamente collegare al cambio, non sono affatto facili. E sulla stessa lunghezza d’onda sembra sintonizzato Enzo Russo, Assessore all’Agricoltura della Regione Puglia.

“Negli ultimi dieci anni la crescita della Puglia è stata assolutamente straordinaria – ha commentato l’Assessore – Siamo passati da una presenza a Vinitaly di una dozzina di aziende alle 184 attuali. E, dal punto di vista qualitativo, la situazione è addirittura sorprendente: basti pensare che oggi sono state ben 3 le nostre cantine che sono state insignite della Gran medaglia d’Oro, l’onoreficenza più ambita al concorso scaligero. A queste si aggiungono oltre 80 etichette che hanno ricevuto premi, a testimonianza di un movimento in piena salute. Ed è proprio per questo che, a nome di tutta la regione e dei nostri produttori che fanno dell’onestà e della professionalità dei valori imprescindibili, mi auguro che la magistratura agisca nel modo più rapido e duro nei confronti di questi che non esito a definire terroristi del vino”.

Va inoltre ricordato che la Puglia, nella vendemmia 2007, è stata l’unica regione italiana a non usufruire dei cosiddetti arricchimenti zuccherini. Una ulteriore testimonianza di ricerca di naturalezza e qualità, la dimostrazione che i produttori della regione sono in realtà i primi a uscire danneggiati da questa brutta vicenda. Anche per questo i 189 produttori pugliesi presenti a Verona fanno fronte comune chiedendo sempre maggiori controlli a tutela loro e, soprattutto, dei consumatori.

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