Il costante impegno del Consorzio Tutela Vini del Piave e le garanzie offerte ai vini veneti da Ter

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Degustazioni, incontri e trattative hanno caratterizzato, come sempre, il 42° Vinitaly. Ma il vero filo conduttore di ogni chiacchierata tra gli stands od intervento ufficiale che ha percorso i saloni della fiera veronese è stato, inevitabilmente, il commento alle recenti rivelazioni sugli esiti delle indagini antisofisticazioni compiute su alcuni vini italiani. Pierclaudio De Martin, presidente del Consorzio Tutela Vini del Piave, preferisce non aggiungere la propria voce al coro delle opinioni ma sottolineare alcuni aspetti dell’opera quotidiana che il consorzio che presiede attua per la difesa della qualità dei Vini del Piave Doc e dei loro consumatori: “Abbiamo sempre creduto fermamente nell’importanza della funzione dei controlli dei vini dei nostri produttori, controlli che attuiamo sia sul territorio sia al di fuori di esso, per poter vigilare sul rispetto del Disciplinare di produzione. Impegno costante e continuo, il nostro, dimostrato anche dalla preparazione per la gestione del Piano dei Controlli che il Consorzio effettuerà su tutta la produzione di vini Piave Doc – e non solo, quindi, su quella dei nostri associati – a partire dalla prossima vendemmia”.

Controlli che i vini veneti hanno anche la fortuna di poter subire grazie ad un progetto che vede U.Vi.Ve (l’associazione che riunisce i Consorzi di Tutela della regione) partner del Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg e del Consorzio Vino Chianti Classico nel progetto Territori Di Vini, impegnato nella tracciabilità dei vini italiani su scala internazionale. Un progetto che ha messo all’opera una vera e propria task force di controllo nei punti vendita dei principali mercati mondiali e che, come spiega ancora De Martin (che in qualità di vicepresidente di U.Vi.Ve è anche responsabile della formazione degli operatori dell’operazione) “costituisce un vero e proprio centro permanente per la tracciabilità, che serve anche da verifica dell’immagine e della qualità delle Doc della filiera. Siamo dunque in grado di monitorare costantemente la situazione esistente nei mercati internazionali, valutandone anche l’evoluzione dei prezzi”.

Insomma, i consumatori di vini veneti a Denominazione di Origine Controllata, così come quelli dell’Asti Docg e del Chianti Classico, hanno una garanzia in più della qualità dei prodotti che acquistano e consumano. Anche se, conclude amaramente De Martin “il lavoro quotidiano di migliaia di vignaioli che preferiscono l’impegno alle scorciatoie, e quello delle decine di consorzi impegnati in tutta Italia sul fronte della di tutela dei vini Doc e Docg non merita mai le copertine dei giornali come le “notizie forti” che hanno scosso l’enologia italiana in questi giorni. Anche se ritengo dovrebbe meritare maggiormente la considerazione dei consumatori.”

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