Il miglior Vin Santo artigianale d’Italia è prodotto nella provincia senese.

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Il premio del Concorso nazionale per il miglior Vin Santo artigianale è rimasto in casa e non si può certo incolpare la giuria di campanilismo: l’anonimizzazione dei campioni e dunque l’assoluta certezza di non essere influenzati da provenienza e produttore, fa pensare che nel senese ci sia davvero una maestria tutta speciale nel produrre Vin Santo. La premiazione, che è avvenuta ieri, domenica 9 dicembre, in un Teatro Vitolo gremito di persone nonostante il tempo inclemente, ha consegnato il riconoscimento per il miglior Vin Santo dolce alla signora Elina Bernardini di Torrita, Luciano Monaci di Montefollonico ha vinto nella categoria Vin Santo secco, mentre i premi per i miglior Vin Santo giovane e vecchio sono andati rispettivamente a Rivo Rubegni e Dario Cresti. Degli oltre sessanta campioni pervenuti e giudicati attraverso il metodo del Panel test, insomma, la ricetta più speciale è stata prodotta nei caratelli delle cantine della provincia senese e dello stesso Comune di Torrita, organizzatore della manifestazione “Lo gradireste un goccio di Vin Santo” con il patrocinio dell’amministrazione provinciale di Siena, della Camera di commercio di Siena e dell’Apt di Chianciano Terme-Valdichiana.

Oltre trecento i bicchieri di Vin Santo venduti nei nella due giorni di appuntamenti, che sin dal primo incontro, la tavola rotonda di sabato 8 dicembre condotta dal giornalista e appassionato di enogastronomia Lamberto Sposini, si è rivelata interessante per approfondire le opportunità di commercializzazione di un prodotto di nicchia, specialmente se confrontato con i volumi di vendita del Sauternes francese. Come ogni edizione, il parallelo proposto quest’anno, infatti, è stato tra Vin Santo toscano e il passito prodotto nelle zone intorno a Bordeaux: a parlare delle rispettive produzioni c’erano Nicola Sarzi Amadè, uno dei più grandi importatori italiani di Sauternes e Vittorio Innocenti, produttore delle Cantine Innocenti di Montefollonico. Sotto la conduzione di Sposini sono intervenuti anche Vittorio Galgani, presidente della Camera di commercio di Siena; Paolo Solini, per il Consorzio vino nobile di Montepulciano; Grazia Torelli direttrice dell’Apt di Chianciano Terme-Valdichiana; Claudio Galletti, assessore all’agricoltura della Provincia di Siena e Giovanni Pacini, dell’amministrazione provinciale di Siena, che ha spiegato il lavoro della commissione Panel test del Vin Santo.

Dopo il dibattito teorico, non poteva mancare l’assaggio dal vivo: davvero tanta la gente che si è affollata nella deliziosa Chiesa di San Bartolomeo per degustare il Vin Santo toscano e il Sauternes, abbinati con formaggi tipici locali ed una selezione di formaggi francesi. A condurre Lamberto Sposini, Michele Incarnato dell’Enoteca I Terzi di Siena e Nicola Masiello, vicepresidente Fisar nazionale. Bene anche gli appuntamenti musicali, con animazione fino a tarda notte per l’esibizione di tango argentino di Astor Piazzola e quella di ieri, domenica 9 dicembre, del Maestro Alessio Benvenuti – che nella prossime settimane sarà al Teatro alla Scala di Milano, diretto da Claudio Abbado – e del “Gruppo Corale Chiancianese” diretto dal Maestro Luca Morgantini.

“Abbiamo centrato il nostro obiettivo – ha commentato Paolo Malacarne, assessore al commercio e alle attività produttive di Torrita al termine della manifestazione -; quello di valorizzare, insieme ad un prodotto della nostra tradizione quale il Vin Santo, anche un gioiello del nostro territorio attraverso le sue produzione tipiche”.

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