DOC Colline Joniche Tarantine, OK con alcune integrazioni.

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Quasi tre ore di serrato dibattito tecnico e, finalmente, la nuova Doc “Colline Joniche Tarantine” ha superato il primo passo procedurale di rilievo. Al termine dell’audizione pubblica è emersa una proposta di disciplinare solo in parte rimodulata rispetto alla formulazione iniziale, la cui preparazione è durata quattro anni. L’assemblea composta da una sessantina di addetti ai lavori ha discusso e accolto favorevolmente la richiesta di estensione della nuova Doc con inclusione della zona collinare di Grottaglie dove, oggettivamente, ci sono le stesse caratteristiche pedo climatiche delle aree che già erano incluse nella proposta di disciplinare. Altro novità riguarda il tipico vitigno autoctono Verdeca. In pratica, su proposta di un produttore, condivisa poi dall’assemblea, è stata aggiunta la possibilità di produrre il bianco Doc “Colline Joniche Tarantine” anche soltanto dalla Verdeca al 85% che, come sempre avviene per le Doc, prevede l’utilizzo solo ed esclusivamente delle uve prodotte in ambito aziendale.

L’assemblea pubblica, che si è svolta stamattina all’interno delle Cantine Dolcemorso di San Basilio (Mottola), sede del Comitato promotore della nuova Doc, è stata guidata dal presidente nazionale della Comitato tutela vini prof. Antonio Calò con la partecipazione di Pietro Palumbo (esperto del settore, Cia) e di Stefano Valeri (funzionario Ministero delle Politiche Agricole, responsabile del procedimento), con una dettagliata presentazione della Doc di Paolo Nigro, presidente del Comitato promotore e della Coldiretti di Taranto. “Abbiamo compiuto un significativo passo in avanti, ma c’è ancora molto strada da fare fino ad arrivare alla bottiglia con il marchio Doc”, ha dichiarato con soddisfazione ma con prudenza Nigro. Soddisfazione ha espresso il sindaco di Mottola Giovanni Quero, intervenuto personalmente. La nuova Doc “Colline Joniche Tarantine” comprende, infatti, gli interi territori della provincia di Taranto appartenenti ai Comuni di Laterza, Mottola, Crispiano, Martina Franca e parte dei territori della provincia di Taranto appartenenti ai Comuni di Castellaneta, Ginosa, Palagianello, Massafra e Statte. Confermate le tipologie di bianco, rosso, rosato con lo spumante e il vino novello.

“Credo che una Doc si riempia di contenuti se, affianco al nostro buon vino, ci sono i prodotti tipici di questa terra – ha concluso il presidente di Dolcemorso Giuseppe D’Onghia – ed è per questo che, in questa giornata storica, abbiamo voluto che la degustazione dei sommeliers fosse abbinata ai prodotti del Farmer’s Market” di Taranto”. Erano presenti, inoltre, il presidente della Cia Nicola Spagnuolo che ha condiviso il percorso, gli assessori all’agricoltura della Provincia Luca Conserva e del Comune di Mottola Paolo Taranto. La procedura, ora, prevede altri passaggi. Le risultanze dell’assemblea pubblica di oggi saranno verbalizzate e messe all’ordine del giorno della prossima riunione del Comitato nazionale tutela vini, che forse si riunirà a gennaio (e non più a dicembre come previsto). Il parere positivo che si ci aspetta dal Comitato sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e dopo 60 giorni arriverà il decreto del Ministero delle Politiche Agricole e la pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale per la 26 ma Doc di Puglia.

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