Asta e Barolo sempre più internazionali. I risultati dell’edizione del Decennale.

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Ha confermato tutta la sua validità dalla prima edizione a quella del Decennale l’Asta del Barolo, che Gianni Gagliardo ha iniziato ad organizzare a metà settembre del 1998. L’internazionalità del vino è balzata agli occhi di tutti in occasione della decima edizione dell’evento che si è svolta nella “Barolo Hall” di La Morra domenica 30 settembre scorso. I collegamenti telematici con il ristorante Toscana del Ritz Carlton Hotel di Hong Kong e con il ristorante Garibaldi di Singapore hanno ribadito il livello di notorietà e di prestigio che il vino Barolo ha saputo consolidare in decenni di lavoro meticoloso e responsabile. Ai contributi di tanti produttori e di parecchi organismi istituzionali, negli ultimi dieci anni si aggiunto anche il lavoro silenzioso ed intelligente messo in atto dall’Asta del Barolo Gagliardo, che ha saputo confermare agli occhi degli intenditori di tutto il mondo, in particolare a quelli del Sud-Est asiatico, solitamente legati ai prodotti enologici francesi, la qualità, la piacevolezza e la capacità di resistere al tempo del Barolo.

Nel contesto internazionale, il grande vino non soltanto possiede caratteri organolettici complessi e difficili da ritrovare altrove, ma li sa adeguatamente trasferire nel tempo, regalando a coloro che lo degusteranno dopo 20, 30 o 40 anni dal momento della produzione sensazioni sempre affascinati e gradevoli. Il Barolo è proprio così e può dire grazie alla sua origine legata al Nebbiolo, ad una terra particolarmente vocata alla coltivazione della vite ed all’assistenza di un clima freddo temperato che ogni anno cambia di aspetto. La celebrazione del traguardo dei primi dieci anni è stata valorizzata dalla presenza di personaggi di grande prestigio. Prima di tutto, Francesco Rutelli, già sindaco di Roma ed oggi Ministro dei Beni Culturali nel Governo Prodi, che ha voluto sottolineare il forte substrato culturale che caratterizza il mondo del vino e che permette a questo prodotto dell’agroindustria di affermare ulteriormente il prestigio del “made in Italy” nel mondo intero. E, poi, il popolarissimo Bruno Vespa, che da conduttore di “Porta Porta” si è trasformato in grande appassionato di vini e tematiche gastronomiche, alle quali dedica periodicamente il palcoscenico della sua trasmissione.

I vini di Gianni Gagliardo, in particolare il suo Barolo, hanno avuto un momento di riflettori puntati nella prima fase dell’evento, in occasione del pranzo celebrativo del decennale, curato da dieci chef italiani di rinomanza internazionale. Cinque appartenenti al GVCI – l’associazione dei grandi Chef italiani all’estero (Gianni Favro del Ristorante Gianni di Bangkok, Roberto Galetti del Ristorante Garibaldi di Singapore, Pietro Rongoni da Mosca, Stefano Savio del Quirinale di Londra ed Alberto Gianati del Ristorante Casa Italia di Porto Rico)  e cinque legati al gruppo “Stelle del Piemonte”, associazione voluta dalla Regione Piemonte tra i migliori ristoranti del suo territorio (Walter Ferretto del Cascinale Nuovo di Isola d’Asti, Marco Sacco del Piccolo Lago di Verbania, Massimiliano Musso del Vittoria di Tigliole d’Asti, Andrea Ribaldone de La Fermata Resort di Spinetta Marengo, Marc Lanteri del Ristorante Antiche Contrade di Cuneo, assecondati da Alessandro Neri della Vineria del Barolo che si trova all’interno della cantina Gianni Gagliardo).

E veniamo all’Asta vera e propria, che ha preso il via alle ore 14,30 per consentire i collegamenti internazionali con Hong Kong e Singapore, il cui fuso orario li colloca alcune ora avanti all’Italia. Dopo i saluti di rito e l’introduzione dei due ospiti d’onore, l’Asta è iniziata secondo un copione conosciuto, con ogni Lotto conteso fino all’ultimo rilancio dalle tre platee collegate tra loro dal sistema Internet e sotto la guida esperta di Giancarlo Montaldo, giornalista e consulente del settore vitivinicolo, che da dieci anni è il banditore ufficiale dell’Asta Gagliardo. A circa un terzo dell’Asta, il lotto di Beneficenza ha scatenato ancora di più le velleità dei compratori presenti nella “Barolo Hall” di La Morra. Al valore del Doppio Magnum messo all’asta, un Barolo Docg Serre 2003 di Gianni Gagliardo, si sono aggiunte altre motivazioni non di carattere economico, che hanno contribuito a portare il Lotto ad ottenere una quotazione di grande livello, ben 5.500 Euro, con un incremento di 5.250 Euro rispetto ai 250 di base d’Asta, il 2.100% in più. Ricordiamo che il ricavato di questo Lotto andrà a favore della Scuola Alberghiera Bosco Hotel School fondata dal missionario piemontese in Cambogia Roberto Panetto, per l’allestimento di un’aula scolastica con piccola biblioteca per 92 studenti e 8 insegnanti, ed un corso di inglese per 46 studenti.

Le novità e le conferme di quest’edizione nella composizione dei 38 Lotti di quest’anno hanno senza dubbio contribuito in maniera concreta al conseguimento dei risultati dell’Asta. In particolare, è piaciuta la “sottolineatura” a favore dei paesi e dei “crus” del Barolo. Accanto ai Lotti “aziendali”, formati di bottiglie di una sola azienda, sono stati venduti cinque Lotti di singoli paese della zona del Barolo (Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, La Morra e Monforte d’Alba). La novità di quest’anno, una proposta molto allettante, è stato il Lotto dedicato ai Barolo del cru “Cannubi” sito in comune di Barolo. In questi casi, ogni Lotto era composto da bottiglie di vari produttori, sempre della grande annata 1999. Chi se li aggiudicherà potrà godersi una o più spettacolari degustazioni “orizzontali” di tanti Barolo della stessa età e della medesima origine geografica, ma creati da mani produttive differenti. Altra conferma importante è quella dei Lotti di Barolo Gagliardo in barrique: sono state messe all’incanto tre barriques del Barolo 2005 del Vigneto “Serra dei Turchi”, vino che verrà consegnato agli acquirenti al termine del periodo di invecchiamento obbligatorio e che pertanto, fino ad allora, continuerà ad affinare nelle cantine Gagliardo. Poi verrà messo in bottiglia sempre a cura dall’azienda, con la possibilità per il compratore di personalizzare a piacimento la specifica etichetta. E’ confermato che l’intendimento dell’azienda è di vendere il Barolo ottenuto dal Vigneto “Serra dei Turchi” esclusivamente tramite l’Asta del Barolo.

Annate storiche e produttori prestigiosi hanno caratterizzato i 38 Lotti “battuti” in occasione della decima  Asta del Barolo: i millesimi hanno coperto un arco di circa cinquant’anni, dal 1958 al 2005, annoverando parecchie delle annate che le valutazioni tecnico-qualitative hanno nel tempo classificato come grandi. Anche la lista dei produttori ha ribadito il grande valore attribuito a questo evento a metà strada tra il promo-commerciale ed il mediatico. Sono state 35 le aziende produttrici di vino Barolo annoverate, con parecchie “new entry” e di grande prestigio. Ricordiamo le più gettonate: Domenico Clerico, Elio Grasso, Oddero, Francesco Rinaldi, Giacomo Conterno, Gaja, Poderi Luigi Einaudi, Azelia, Prunotto, Pio Cesare, Corsero di Montezemolo, Podere Rocche dei Manzoni, Massolino, Michele Chiarlo, Poderi Aldo Conterno, Germano Ettore, Ceretto, Giacomo Borgogno, Bartolo Mascarello, Conterno Fantino, oltre naturalmente al padrone di casa Gianni Gagliardo.

L’incasso globale di 78.900 Euro ha segnato un netto incremento rispetto alla base d’Asta di 22.200 Euro: l’aumento è stato dio 56.700 Euro, pari al 255,41 %. Il confronto tra le tre sedi dell’Asta (La Morra, Hong Kong e Singapore) si è risolto con la prevalenza di La Morra, che si accaparrato n° 15 lotti oltre a quello di beneficenza per un esborso complessivo di 39.450 Euro. Al secondo posto, si è piazzato Hong Kong, con 12 Lotti oltre a quello di beneficenza ed un investimento di 27830 Euro, seguito da  Singapore, con 11 Lotti e quello di beneficenza e 10.970 Euro.

Le performance più rilevanti sono state ottenute dai seguenti Lotti:



  • Il Lotto n° 7, costituito da 3 bottiglie di Barolo, annata 1999, dell’azienda Vietti di Castiglione Falletto, che partiva da una base d’Asta di 150 Euro ed è stato aggiudicato alla cifra di 630 Euro. L’incremento percentuale è stato del 320 %. Valore a bottiglia di € 210.


  • Il Lotto n° 21, costituito da 1 Doppio Magnum di Barolo Docg Carobric, annata 1997, dell’azienda Paolo Scavino di Castiglione Falletto, che partiva da una base d’Asta di 300 Euro ed è stato aggiudicato alla cifra di 1.200 Euro. L’incremento percentuale è stato del 300%.


  • Il Lotto n° 10, costituito da 2 bottiglia di Barolo Cannubio 1989 e Brunate 1990 e da 1 Magnum di Barolo Cannubio 1996 dell’azienda Francesco Rinaldi di Barolo, che partiva da una base d’Asta di 190 Euro ed è stato aggiudicato alla cifra di 750 Euro. L’incremento percentuale è stato del 295%.


  • Straordinaria la performance dei Lotti di Barolo 2005 Serra dei Turchi di Gianni Gagliardo in barrique: il lotto n° 14 partiva da una base d’asta di 3.600 Euro ed è stato aggiudicato a 16.000 Euro, con un incremento del 344% ed il lotto n° 13 è arrivato addirittura a 16.100 Euro con un impennata del 347%.

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