Archenologia: alla ricerca dei vitigni perduti nel padiglione Puglia a Vinitaly.

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L’antico nome dell’Italia, si sa, era Enotria, il Paese del Vino. E il vino, infatti, appartiene da sempre al tessuto storico, sociale e culturale del nostro Paese. Logico, quindi, che molte delle nostre regioni possano vantare tradizioni antichissime in campo enoico. Tra queste spicca la Puglia, un vero e proprio paradiso per gli Indiana Jones dell’enologia, quelli che amano dedicare tempo e palato alla riscoperta di vitigni dei quali, in molti casi, si è addirittura persa la memoria. Proprio per questo il Movimento Turismo del Vino Puglia in collaborazione con l’AIS Puglia, ha deciso di dedicare, in occasione della 41a edizione del Vinitaly, un angolo a quella che è stata definita – con un significativo neologismo – Archenologia. Gli operatori del settore e i semplici appassionati che visiteranno il Padiglione 10, quest’anno interamente dedicato alla Puglia, potranno soddisfare la propria curiosità soffermandosi nell’angolo dedicato ai vini di antica tradizione, prodotti che erano stati in qualche modo dimenticati e che, grazie a una nouvelle vague di vignaioli giovani e appassionati, tornano oggi alla ribalta con etichette di grande interesse.

Potrà così essere degustato il Sussumaniello, vitigno antichissimo, probabilmente di origine dalmata, così chiamato per l’abbondanza, in tempi assai lontani, della sua produzione. Un’abbondanza così rilevante da definirlo, da qui il suo nome, carico come un somarello. Leggermente più conosciuto, non fosse altro per la particolarità del nome, è il Cacc’è mmitte di Lucera, che può essere tradotto come “togli e metti”, proprio a testimoniare la fretta con la quale veniva prodotto questo vino da cui, dopo il riconoscimento della Doc nel 1975, sono nate etichette di grande interesse. Così come il Verdeca, vitigno base delle Doc Locorotondo e Martina, da cui si ricavava un vino bianco delicato dalle sfumature verdicce (da cui i sinonimi verdesca o uva verde o verdoniola); o il Fiano Minutolo, vitigno tipico della Valle d’Itria, con un corredo aromatico di grande rilevanza al centro di un importante processo di valorizzazione.

Molti altri ancora saranno i vini e i vitigni che si potranno degustare nell’Enoteca dei vini di Puglia, insieme a oltre 1.000 etichette in rappresentanza delle 170 aziende pugliesi presenti a Verona, attraverso le quali i visitatori avranno una panoramica completa di questo paradiso del vino che è la Puglia. Una regione in grado di esaltare, grazie al suo straordinario terroir, i grandi vitigni internazionali, ma che degli autoctoni fa un punto di forza e un fiore all’occhiello. Con una particolare attenzione a quelli antichi e tutti da riscoprire, che troverete ogni giorno, da giovedì 29 marzo a lunedì 2 aprile, nell’angolo dell’Archenologia.

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