Il Cirò dei fratelli Parrilla unico calabrese nella lista di “Wine for life”

0

“Chi beve un bicchiere del mio vino aiuta a sconfiggere l’Aids in Africa”. È per via del bollino rosso di Wine for life, che Antonio Parrilla, produttore di vini, ha da poco appiccicato su tutte le bottiglie del suo Cirò doc: “Ogni bollino – ci dice – sono 50 centesimi che la Parrilla Vini ha già versato al progetto Dream, promosso dalla Comunità Sant’Egidio per la lotta contro l’Aids negli stati più poveri del continente africano”. Ci vogliono tre bollini per pagare un giorno di assistenza completa ad un malato africano; ne servono 100, invece, per fare nascere sano un bambino e consentire alla madre sieropositiva le cure necessarie alla sopravvivenza. “L’iniziativa – recita il comunicato di Wine for life – lega stabilmente e per la prima volta il grande vino di qualità alla salvezza di un grande continente come l’Africa”. Chi acquista una bottiglia dei vini per la vita in enoteca o al ristorante, sa che 50 centesimi sono già stati versati dal suo produttore per finanziare il programma Dream e allontanare di un poco lo spettro dell’Aids dal continente nero. Vini di qualità, poiché Wine for life si è avvalso della collaborazione de “Il gambero rosso” e non si rivolge quindi a tutta la produzione vinicola italiana, ma esclusivamente ai suoi prodotti di qualità.

Bottiglie, per intenderci, che non si vendono nei normali negozi, ma nelle enoteche o sui tavoli di ristoranti e wine bar, ed il cui prezzo piuttosto sostenuto permette di ritagliare cinquanta centesimi del suo valore per dare all’Africa un po’ di speranza. Antonio Parrilla ci mostra con un certo orgoglio la lista dei 108 vini italiani che aderiscono a questa iniziativa: il suo Cirò Classico Superiore è l’unico vino calabrese a partecipare, in buona compagnia del siciliano Donnafugata, dello spumante trentino Muller Thurgau prodotto dalle cantine Cavit, del blasonato Brunello di Montalcino “Il Grappolo”, o del Chianti Classico “Poggio rosso” delle cantine San Felice. Ma cosa ci fa una piccola e giovane ditta fra i più grandi vinificatori italiani? Già, perché con le sue 20.000 bottiglie all’anno, presente sul mercato con un proprio marchio da soli quattro anni, la Parrilla Vini di Cirò Marina non può certo competere con i colossi del Cirò doc. Il suo spazio sul mercato si riduce allora ad una piccola nicchia di qualità. “La nostra è una famiglia di viticoltori da quattro generazioni – dice Parrilla – ma io e mio fratello abbiamo cominciato a produrre le nostre bottiglie soltanto dal 2001, un po’ per gioco, e un po’ per realizzare il sogno di nostro padre, che sperava un giorno di vedere il suo vino venduto in una bottiglia con sopra il nostro cognome”.

La passione di Antonio Parrilla per il suo vino si vede tutta, lui che di mestiere “ufficiale” fa il ferroviere a Bologna, lontano dai suoi amati vitigni, e che però in ogni secondo di tempo libero si butta a capofitto nella promozione e nella distribuzione di questo vino che il fratello Nicodemo produce a Cirò Marina, nella piccola azienda vinicola che hanno costituito in società. A settembre, dopo aver sponsorizzato il Festival del pecorino crotonese a Parma – dove lo abbiamo incontrato e dove per la prima volta ci ha presentato l’iniziativa di Wine for life – è subito corso a Cirò Marina, per la vendemmia 2006. Il loro bouquet è di gran lunga più limitato delle grandi cantine cirotane. Solo quattro le bottiglie prodotte: Cirò Classico Superiore, Cirò Rosato, Cirò Bianco e poi il Cirò Riserva Campoleoni, 2000 esemplari all’anno ottenuti dalla vinificazione delle uve più pregiate. Questi quattro vini da soli gli sono però valsi l’attenzione di Luca Maroni, il più grande esperto italiano di vini, che sulla sua guida, della ditta Parrilla dice: “Piccola azienda a conduzione familiare, produce vini con forte personalità”, e del suo Cirò bianco: ben rinforzato in consistenza il bicchiere Parrilla. E con la potenza e la densità, aumentano i profumi. Che si disveleranno più intensi e durevoli laddove ancora più turgidi e freschi. Vedasi la fragranza del piacevole Cirò Bianco 2004.

Anche la Guida dei Vini d’Italia del Gambero Rosso si è accorta presto dei vini Parrilla, e nel 2006 ha scritto un lusinghiero e lapidario: “produttori giovani e determinati, convinti che la produzione di qualità sia l’unico strumento utile per stare sul mercato”. Ma è proprio l’attenzione del Gambero Rosso che due anni fa ha aperto ai vini Parrilla la strada della diffusione nel circuito dei vini da degustazione. L’altro elemento è sicuramente la tenacia di Antonio Parrilla, che da quattro anni porta i suoi vini in tutte le enoteche, i wine bar, ed alle manifestazioni gastronomiche, inframmezzando iniziative di valore sociale, come quella di Wine for life (ci interessava, dice, dare il nostro piccolissimo aiuto per una giusta causa) alla sponsorizzazione di eventi a dir poco curiosi. Come i raduni mondiali delle Moto Parrilla. “L’anno scorso – racconta – siamo venuti a sapere di una storica marca di moto da corsa, la Moto Parrilla. Li abbiamo contattati, e parlando abbiamo scoperto che il suo fondatore era originario della provincia di Cosenza. Appena hanno saputo di un vino “omonimo” ci hanno subito chiesto di sponsorizzare i loro raduni annuali: abbiamo accettato di buon grado. Perché produrre vino per noi è prima di tutto un divertimento e una passione”. – Simone Arminio –

Per maggiori informazioni sulla cantina Parrilla visitare il sito www.parrillavini.it

Share.

Leave A Reply

NON PERDERTI NULLA!
 Iscriviti alla Newsletter
Puoi essere il primo a ricevere aggiornamenti e contenuti esclusivi direttamente nella tua casella di posta.
Iscrivimi
Prova, ti puoi cancellare in un qualsiasi momento. Niente SPAM, una sola email alla settimana.
close-link