In 5.200 al WED 9, con Bardolino e Custoza in primo piano.

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Ancora una volta il Week end della Degustazione, conclusosi ieri a Milano, ha dimostrato di essere una attraente vetrina per il vino di qualità. Nelle tre giornate di apertura sono stati ben 5.200 i visitatori: appassionati, curiosi, operatori che hanno avuto modo non solo di incontrare oltre 300 vini di qualità proposti dalla settantina di aziende presenti, ma di conoscere meglio gli “ospiti d’onore” di questa edizione, ovvero Bardolino e Custoza.

“Abbiamo scelto di essere presenti al WEEK END DELLA DEGUSTAZIONE perché volevamo incontrare i consumatori. E così è stato”. Queste le parole di Giulio Liut, direttore dei consorzi di tutela del Bardolino e del Custoza, a pochi minuti dalla conclusione della kermesse milanese. “Volevamo uscire dai soliti circuiti e incontrare quanti il vino lo comperano, per ricordare loro che esistono bottiglie che non vengono costruite per inseguire le mode o il gusto imperante. Abbiamo aperto le porte alla voglia di incontrare un pubblico più vasto, di confrontarci direttamente con l”universo dei consumatori, con coloro che “fanno realmente il mercato. E a tutti loro – ha proseguito Liut – abbiamo riproposto vini che hanno alle spalle una tradizione centenaria, ma che mai come di questi tempi vogliono candidarsi a un ruolo diverso: regalando il “piacere di bere”. La scelta di portare al Wed questa nostra convinzione è stata premiante, perché le aziende presenti hanno avuto modo di confrontarsi con molti curiosi, moltissimi appassionati e semplici consumatori – giovani, soprattutto – particolarmente attratti dai vini di queste due denominazioni, ai quali hanno prestato grande attenzione”. Insomma, una vetrina efficace, forte degli oltre 5.200 ingressi registrati allo Spazio Pelota di Via Palermo, dove l’evento ha oramai la sua collocazione tradizionale.

BARDOLINO E CUSTOZA OSPITI D’ONORE
In questa grande cantina nel cuore di Brera, dunque, è stato possibile non solo conoscere, assaggiare e acquistare i vini delle settanta aziende espositrici, ma c’è stata anche l’opportunità di incontrare un “ospite d’onore”. Anzi, quattro ospiti d’onore, perché da giovedì 16 a sabato 18 marzo sono stati quattro i protagonisti di questo “evento nell’evento”, accomunati da uno splendido territorio, sulla sponda orientale del Lago di Garda. Una quindicina di aziende – accompagnate dal Consorzio di tutela vino Bardolino, dal Consorzio di tutela del Custoza, dalla Strada del vino Bardolino e dalla Strada del Custoza – hanno permesso a quanti hanno preso parte alla “tre giorni” milanese di avvicinare, riassaggiare, incontrare vini che paiono essere fatti apposta (benché abbiano alle spalle una lunga storia) per rispondere alla voglia di leggerezza, di bevibilità, di sapidità, di qualità di gran parte dei consumatori, sempre più stanchi di vini spesso molto importanti, troppo impegnativi per essere dei semplici compagni di viaggio. “Il piacere di bere”, in altre parole…

Sotto i riflettori vini che lanciano con forza un messaggio chiaro, evidente, inequivocabile: quello della piacevolezza. della “leggerezza”, di un rapporto quanto mai corretto tra prezzo e qualità. Il mondo del vino è cambiato moltissimo negli ultimi anni, prendendo strade nuove, inseguendo la ricerca di un gusto diverso, più orientato al vino da degustare che a quello “da bere”. Ma le cose stanno trasformandosi ancora e – di fronte all’imperare di una sorta di international style che vuole vini estremamente rotondi, corposi, alcolici, spesso “pesanti” – ecco emergere bottiglie che possono essere compagne serene di un pranzo o di una cena, ma anche di uno spuntino, di un aperitivo, di un piatto leggero. Vini che sono ideali compagni, dunque, della quotidianità. Il che non significa vini “disimpegnati” o “semplici”, basti ricordare che il Bardolino Superiore rappresenta – dal 2003 – l’unica Docg da uve rosse del Veneto! Niente di tutto questo: sono vini che regalano piacevolezza e bevibilità, perché questo è il grande dono che offre loro il territorio morenico da cui nascono, terre dove l’argilla è poco presente e ciò consente di avere vini sapidi, profumati, dal frutto evidente.

I VINI
A Milano si sono assaggiate tutte le tipologie delle due denominazioni, ovvero Custoza Doc spumante, Custoza Doc, Custoza Superiore Doc e l’interessante Custoza passito. Bianchi accomunati, come accennavamo, da profumi freschi e da ottima sapidità, capaci di rinnovare il piacere di bere a ogni sorso. Un vino che deve la sua ricchezza aromatica, la sua piacevole complessità gustativa all’uvaggio da cui nasce, un insieme di uve – Trebbiano toscano, Garganega, Tocai friulano e poi Cortese, Malvasia, Riesling italico, Pinot bianco e Chardonnay – che, sapientemente miscelate, portano a un risultato molto particolare, di riconosciuta gradevolezza.

Il Bardolino è sceso in campo al Wed con il prezioso Bardolino Chiaretto Doc (un vino dall’inconfondibile color rosa corallo, che deve le sue peculiarità al fatto di essere ottenuto per “sgrondo”, ovvero dalla spremitura della massa dell’uva esclusivamente per il suo peso, senza intervento meccanico alcuno); il Bardolino Doc e il Bardolino Superiore Docg. Vini che si ottengono da uve di Corvina, Rondinella e Molinara, le stesse della vicina Valpolicella dove – a causa di un terreno più argilloso – danno vini ben diversi. Il Bardolino, invece, esprime la dolcezza delle colline da cui nasce, tra i 150 e i 450 metri, ricco di tannini dolci che danno morbidezza ed eleganza, oltre che grande bevibilità. Un vino la cui sapidità non deve trarre in inganno, dal momento che parliamo di un prodotto che ha ottima struttura, fondata su estratti che spesso arrivano fino a 26, 28 grammi per litro!

Insomma, due denominazioni che hanno molti tratti in comune, soprattutto nella volontà di proseguire con ancora maggiore entusiasmo sulla strada che da sempre percorrrono, ovvero quello della grande bevibilità, del gusto accattivante, del rispetto per le caratteristiche delle uve che nascono da questa terra.

IL TERRITORIO
Dal 16 al 18 marzo a Milano si è affacciata, dunque, una splendida parte della sponda orientale del Lago di Garda, territorio  nel quale i vigneti delle due denominazioni si sovrappongono, a partire da sud, da Valeggio sul Mincio, e salendo lungo la sponda verso nord, fino a giungere a Torri del Benaco. Sedici comuni, una sorta di enclave nella quale a nord, sulle colline che si aprono ad anfiteatro sul Garda, nasce il Bardolino Classico, mentre nei nove comuni più a sud è il Custoza a dominare lo scenario.

Qui ci sono 72 aziende produttrici di vino che hanno scelto di appartenere alla stessa realtà – a una strada del vino – e di lavorare insieme, compiendo molti passi in avanti, strutturandosi in modo da proporsi agli appassionati e ai turisti non solo come punti vendita, ma come veri e propri centri di ospitalità, dove degustare, capire, approfondire…

Un terreno fertile, una vocazione alla ospitalità sulla quale si sono costruite due realtà di primissimo piano del turismo regionale, ovvero la Strada del vino Bardolino e la Strada del vino Custoza. Di strade del vino si parla da tempo e molto, ma qui non sono una sorta di esercizio di stile o di sovrastruttura pubblica: da oltre 25 anni questi itinerari sono diventati l’ossatura di questa parte del Lago di Garda, riunendo in modo intelligente imprenditori diversi e diventando un vero e proprio acceleratore del loro successo.

Una dimostrazione in questo senso è la presenza a Milano, al fianco dei produttori di vino, di due realtà come l’Associazione dei ristoratori della Collina Gardesana, che propongono in degustazione i più famosi salumi veneti, e l’Associazione Ristoratori Valeggio sul Mincio, con i loro famosissimi tortellini.

Dunque strade per conoscere vini, ma anche per scoprire delle vere e proprie miniere di gusto e di sapori, specialmente in quell’entroterra che troppo spesso viene sottovalutato dagli 8 milioni di turisti che a ogni stagione si godono l’ospitalità di questa parte del Lago di Garda. Un territorio che per presenze storiche, orografia, per conformazione, per l’equilibrata presenza dell’uomo, per i tanti scorci che si aprono davanti agli occhi rappresenta davvero una esperienza affascinante.

Senza tralasciare che da queste parti non ci si è accontentati di ciò che la natura ha regalato, ma sono stati creati anche grandi parchi di divertimenti o splendidi campi da golf, che si alternano a pievi romaniche, a vigne, a fortezze napoleoniche, a itinerari particolarmente ambiti dai cicloturisti. Insomma, un territorio da scoprire, da rivalutare. Come i vini che vi nascono!

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