Zorzettig, un importante passo avanti nel progetto qualità

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Natura, autenticità,  evoluzione, qualità. Sono queste le “parole d’ordine” che guidano il pensiero e il lavoro di Annalisa Zorzettig, che ha preso la conduzione  dell’omonima azienda vinicola di famiglia dieci anni or sono – sempre affiancata  dal fratello Alessandro nella cura delle campagne – tempi in cui era particolarmente difficile vedere una donna al comando di un’impresa del vino.

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Sono le “misure” di un’azienda  nata  oltre un secolo fa, che da settant’anni  imbottiglia  il suo vino, da trent’anni ha avviato importanti rinnovamenti nelle campagne, nella scelta e riqualificazione dei vigneti autoctoni e nelle tecniche di produzione e imbottigliamento,  in questi ultimi dieci anni   ha sviluppato una visione olistica della qualità, migliorando ulteriormente l’azienda,   il rispetto ambientale e l’amore sincero per la natura, la tradizione e le tecniche per la massima cura del prodotto, l’approccio al consumo di vino, offrendo nel bicchiere un prodotto autentico.

I campi e i processi agricoli

Risale alla seconda metà degli anni Ottanta  (1986) l’acquisizione da parte dell’azienda di Spessa della Tenuta Casali Pasch, location ideale per la produzione del Tocai friulano (oggi Friulano), che ha avviato l’espansione di Zorzettig nelle zone più idonee alla valorizzazione e tutela dei vigneti autoctoni, cui l’azienda dedica da oltre trent’anni particolare attenzione e ricerca. La valorizzazione del terroir dei Colli orientali del Friuli, ha portato così ad estendere le proprietà fino alle vicine vigne di Prepotto, ideale per i vitigni rossi autoctoni, e a Ipplis per i bianchi.

In particolare, con l’acquisizione della tenuta ex Valentinuzzi di Ipplis, Zorzettig possiede adesso vitigni tra i più antichi di tutto il Friuli Venezia Giulia: vitigni di Malvasia di ottant’anni, custoditi nel Parco della Vite, appositamente creato per preservarne le caratteristiche.

Punto di forza della moderna azienda Zorzettig è il lavoro meticoloso e innovativo sul campo. Si è operato in questi anni per il ripristino di tutti i corsi d’acqua (scelta che ha sventato problemi di allagamento), la risistemazione fondiaria con nuovo sesto di impianto, il restauro e la sistemazione delle colline che circondano la cantina.

Contestualmente, si è proceduto all’estirpo e al reimpianto di vitigni autoctoni, anche in sostituzione di vitigni internazionali, che hanno lasciato sempre più spazio a quelli ‘locali’. Il lavoro sulla produzione autoctona ha portato nel 2006 alla nascita della linea autoctona Myo’, coniata dalla stessa Annalisa Zorzettig.

Al nuovo sesto di impianto si è affiancato  il cambio di potatura,  adottato  per elevare ulteriormente la qualità del prodotto finale, insieme alla scelta di non utilizzare diserbanti. In vigna sono stati re-immessi gli ulivi, che in tutto il Friuli erano praticamente spariti in favore della vite, e dal 2006 anche varietà di alberi da frutto e una serie di arnie. Il lavoro nei campi è stato supportato dall’utilizzo di attrezzature ad alta sostenibilità, a partire dall’uso di un atomizzatore a “recupero”, con ricarica a batteria solare, il recupero delle acque di scarico del lavaggio dei mezzi agricoli e la riconversione, nel 2012, di gran parte dei trattori agricoli in mezzi di ultima generazione a basso impatto ambientale.

La tecnologia di cantina

Risale al 1993 la riqualificazione di magazzini e cantina, sempre guidata dall’elevata coscienza ecologica che ispira l’azienda dal lavoro in campagna alle fasi di lavorazione, all’imbottigliamento alla conservazione.

Nel 2010 si arriva al rinnovo del sistema di imbottigliamento con l’adozione della più moderna tecnologia per la salvaguardia  del vino, con il massimo controllo sull’immissione di ossigeno in bottiglia, per scongiurare l’ossidazione, e la produzione in proprio dell’azoto per migliorare la conservazione.

Nella fasi di lavorazione si è arrivati al mantenimento costante di una temperatura controllata in tutti gli stadi: dalle uve vendemmiate al mosto, al processo di fermentazione fino al vino in botte e in bottiglia.

Per l’invecchiamento, è stata completamente ripristinata e ristrutturata  l’antica cantina datata 1780: eliminato il cemento con cui era stata ricoperta, la cantina è stata riportata a pietra, come in origine. Particolare attenzione dedica l’azienda alle prescrizioni sanitarie e di sicurezza, aspetti non solo ‘obbligati’ ma che possono garantire un elevato standard ambientale, assieme ad un significativo risparmio, non solo energetico ma anche economico.

Per l’immediato futuro, nei nuovi progetti di Annalisa Zorzettig è la creazione della “Casa del Vino”. Dalle uve vendemmiate al bicchiere: benché gli attuali locali che ospitano le varie fasi di lavorazione del vino sono attualmente dislocati solo a breve distanza tra loro, l’ambizione è quella di una grande “Casa”  che ospiti e custodisca il vino in tutto il suo percorso, dalle uve vendemmiate alla lavorazione, all’imbottigliamento,  alla conservazione fino al consumo finale. Tutto il ciclo vitale racchiuso in un unico luogo che accompagna il vino dalla sua ‘nascita’ fino al bicchiere.

L’ospitalità

Un personale altamente qualificato in ogni fase e attività aziendale è il primo biglietto da visita di Zorzettig. Il ricevimento e l’accoglienza degli ospiti in cantina è affidato a persone che possono ‘raccontare’ tutte le sfumature del vino in assaggio, forti di un’adeguata formazione al vino e all’accoglienza plurilingue.

I valori della migliore ospitalità friulana, rappresentata dalla lunga storia di una famiglia che da oltre cent’anni si dedica al vino, ben si coniuga anche al cibo della tradizione. Nel 2012 nasce il Relais Zorzettig in località Ipplis, dove un accogliente Agriturismo domina le splendide vigne autoctone che lo circondano e dove al cibo si uniscono ricchi momenti di convivialità.

E proprio il Relais di Ipplis ospita da ormai due anni la manifestazione cultural-gastronomica Convivio (la terza edizione è in programma tra fine aprile e inizi luglio 2016), iniziativa nata per creare un circuito virtuoso tra il mondo dell’enogastronomia e quello della cultura in tutte le sue declinazioni, con incontri, spettacoli e master of food, sempre accompagnati da una degustazione di vini e cucina del territorio.

Dallo scorso anno Convivio firma anche una serie di iniziative nell’ambito del prestigioso festival di spettacolo dal vivo Mittelfest, in scena a Cividale del Friuli, che sta dedicando una triennalità ai temi Acqua (2015), Terra (2016) e Aria (2017).

La nuova immagine della linea classica Zorzettig

Tutto scorre. Il tempo ci attraversa  senza che una stagione sia mai uguale all’altra e Zorzettig asseconda il normale lavoro della natura, così il vino che scorre nei nostri bicchieri non è mai uguale a quello dell’anno precedente, accompagnando la vita e le giornate delle persone in occasioni sociali così come di intimità, con un piacere ricreativo condiviso oppure del tutto personale.

Scorre il tempo, insieme alle idee sempre in movimento di un’azienda che adesso ha deciso di raccontare e condividere il percorso di evoluzione di questi anni anche attraverso il segno più immediato e visibile, con una nuova immagine, che ridisegna tutta la produzione “classica” di Zorzettig.

Un’etichetta ampia, che non teme di nascondere il contenuto della bottiglia, ben consapevoli che la qualità del vino deve essere salvaguardata e protetta anche dalla luce.

Un’etichetta che scorre da una bottiglia all’altra come un’onda di colore, disegnando armonie sempre nuove: come il vino che contiene, anche il segno esterno racconta delle stesse caratteristiche, quelle della naturalità e dell’imprevedibilità stagionale. L’immagine infatti è stata ideata e realizzata attraverso un lento e incontrolla- bile fluire del colore che impatta sulla carta, senza manipolazioni se non quelle di un custode. Un segno che non potrà mai essere uguale quando ripetuto, il colore scorrerà sui fogli e prenderà forme sempre nuove: ad ogni annata la sua etichetta.

Un pensiero “liquido” che fluisce sul foglio come il fluire della vita e del tempo. Un tempo sempre diverso e originale, che Zorzettig vuole condividere con chi sceglie il suo vino per accompagnare i suoi momenti più veri e piacevoli.

Cambia il segno ma rimane intatto il rapporto con il territorio e con i principi antichi: forse quando si parla di vino, il “passato” è qualcosa da ricercare anche in avanti.

E così succede anche per il logo aziendale sulla nuova etichetta, dove la Z di Zorzettig esce in rilievo, con un segno grafico nuovo e stilizzato, assieme alla G di Giuseppe, padre di Annalisa ed esempio imprescindibile di un passato che evolve nella continuità con la tradizione.

www.zorzettigvini.it

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