Luca Sanjust nominato Vicepresidente di A.VI.TO.

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Luca Sanjust proprietario della Tenuta di Petrolo e già Presidente di Valdarno di Sopra DOC, è stato nominato oggi Vicepresidente di A.VI.TO. (Associazione vini toscani dop e igp), il Consorzio dei Consorzi del vino della Toscana che si occupa di vigilare e tutelare su ogni denominazione del territorio con l’obiettivo di promuovere e sostenere i consorzi in maniera unitaria e al quale faranno riferimento per il momento 21 diversi organismi di tutela dei vini Doc e Docg (su un totale regionale di 28).

Una struttura che rappresenterà oltre 5100 imprese, una produzione annua di circa 200 milioni di
bottiglie per un giro d’affari stimato di 1,1 miliardi di euro, realizzato per il 70 % all’estero.

A.VI.TO vede riunite realtà storiche come l’Associazione del Brunello di Montalcino, del Nobile di Montepulciano, del Chianti Classico e del Chianti Docg ma anche quelle di più recente costituzione come il Consorzio di Bolgheri e dei vini di Maremma.

“L’unione nel mondo del vino è fondamentale per affrontare le nuove sfide sul territorio, promuovere un approccio unitario e valorizzare il Made in Tuscany, sia a livello nazionale che sui nuovi mercati internazionali” – afferma Luca Sanjust neoeletto vicepresidente dell’Associazione.

Luca Sanjust, terza generazione della famiglia Bazzocchi-Sanjust, oggi è alla guida di Petrolo, realtà storica vinicola sulle ultime propaggini a Sud-Est dei monti del Chianti, che concentra la sua attività nella produzione di vini di pregio, olio extra vergine di oliva biologico IGP Toscano e sin dagli anni ’80 ha un agriturismo in una splendida cornice rurale tipica Toscana.

La tenuta si estende su 272 ettari ad un’altezza compresa tra i 250 e i 500 metri s.l.m., in un territorio conosciuto già all’inizio dell’Ottocento per la sua capacità di fornire vini prestigiosi. Le proprietà di Petrolo sorgono nel Val d’Arno di Sopra, confinante con la zona sud-est del Chianti Classico, caratterizzata da un terreno con presenza di galestro, alberese e arenaria con argilla.

La produzione vitivinicola aziendale sin dalla seconda metà degli anni ’80 ha puntato esclusivamente a far nascere vini di carattere e di alto livello, fortemente legati al territorio grazie ai vitigni piantati in massima parte a Sangiovese, una parte a Merlot ed una piccola parcella a Cabernet Sauvignon e continua a farlo attraverso un attento processo di selezione delle uve, una bassa produttività per pianta e uno scrupoloso lavoro in cantina, dove la mano dell’uomo cerca di valorizzare il frutto della natura senza rovinarlo.

Eleganza di grande spessore, così si potrebbero definire i cru di Petrolo: il Torrione – L’essenza di
Petrolo, in prevalenza Sangiovese, il cru Galatrona, Merlot in purezza e l’ultimo nato il cru

Bòggina – Sangiovese in purezza, del quale un piccolo lotto è vinificato ed affinato in anfore di terracotta.

“In cantina lavoriamo in maniera tradizionale e naturale, sfruttando ad esempio le proprietà che offrono i lieviti indigeni. Utilizziamo ancora le vasche di cemento di mio nonno. La parte più importante del lavoro la svolgiamo in vigna, e questo ci consente in cantina di lavorare con la massima precisione, attenzione e delicatezza. – continua Luca Sanjust.

“Fare vino per me significa aggiungere bellezza. Proprio come fa il bravo artista con la trasformazione del pensiero, così allo stesso modo deve avvenire nel processo che porta l’acino a diventare vino”,

Questa la filosofia di Luca Sanjust che nasce nel mondo dell’arte e da questo si lascia ispirare anche nella creazione dei suoi grandi vini.

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