Consorzio Vini Reggiani: Vendemmia al via, e le cantine sono senza rimanenze

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Vendemmia 2010 con una novità: molte cantine sono vuote. In altre parole sono state esaurite le scorte della precedente vendemmia. “Stiamo assistendo a una leggera ripresa del mercato – spiega Giorgio Gianotti presidente del Consorzio di tutela Vini Reggiani – e a un approccio lento, ma costante, verso la commercializzazione da parte delle singole cantine. Anche se tale risultato è da attribuire in parte al basso prezzo dei prodotti, in particolare del rossissimo, e più in generale dei prodotti sfusi da colore. Ora guardiamo fiduciosi alla vendemmia iniziata in questi giorni e per la quale è attesa una buona qualità”.

Cosa è accaduto negli ultimi mesi per le aziende reggiane?
“Le aziende agricole reggiane si stanno evolvendo su due strade:
– una maggiore qualificazione e differenziazione dei vini prodotti, puntando su prodotti di qualità e a volte anche di nicchia;
– l’aggregazione di diverse aziende per ottenere una maggiore visibilità (ad esempio strada dei vini) oppure un maggiore potere di influenza sul mercato (ad esempio consorzio del rossissimo o unificazione di cantine)”.

Come mai la vendemmia quest’anno non è stata anticipata come invece è accaduto nei due anni precedenti?
“L’epoca di vendemmia – spiega Gianmatteo Pesenti, direttore – dipende dall’andamento stagionale. Quest’anno la vite ha fiorito più tardi a causa di temperature medie più basse”.

Quale qualità si prevede? E quale tasso zuccherino delle uve?
“La vendemmia si prevede buona – spiega Stefano Meglioraldi, agronomo del Consorzio di Tutela -, a meno che non vi siano precipitazioni abbondanti. In questi giorni, nella cantina di Rio Saliceto hanno iniziato a ritirare le uve e il grado medio dell’Ancellotta si è attestato intorno ai 17,5° Babo, ovvero decisamente buono, accompagnato da una discreta colorazione”.

Da quali vitigni si inizia?
“La vendemmia inizia sempre in collina con le uve bianche Pinot, Chardonnay e Sauvignon. Successivamente inizia la pianura con l’Ancellotta. A seguire i lambruschi”.

Nell’annata 2010 saranno favorite le uve bianche o rosse? Che differenza c’è tra queste per i vini reggiani?
“Le uve ed i vini bianchi stanno avendo un notevole successo di pubblico. Da noi la Spergola e la Malvasia di Candia aromatica, nonché altri spumanti sia bianchi che rosati sono molto richiesti. Sul totale di uva prodotta in provincia però, la percentuale di uve bianche è irrisoria, stimabile intorno al 3%, ed interessa principalmente il territorio collinare. Un prodotto particolare è il lambrusco bianco, prodotto in pianura e ottenuto principalmente da uve Lambrusco marani”.

Una previsione sui costi di trasformazione…
“I costi di trasformazione sono sempre in crescita, sia per i costi diretti delle materie prime e del personale, sia per la difficoltà di aggredire il mercato; un mercato che deve svilupparsi verso l’estero, ed in particolare verso i paesi emergenti”.

Come venderanno il prodotto le cantine?
“Potrà essere indirizzato su tre strade – riprende Giorgio Gianotti -:
1) come mosto o vino sfuso (ad esempio rossissimo), per l’arricchimento, soprattutto in colore di vini di altre zone, sia altre regioni italiane, ma anche vini francesi, spagnoli, ecc.;
2) come vino in damigiana a privati o piccole aziende;
3) come vino in bottiglia (per ristorazione e privati).
Quest’anno sembra che vi sia una ripresa dei prezzi sul rossissimo, il che porterebbe ad una ripresa dei prezzi di riparto in generale. La vendita in bottiglia del lambrusco è in generale in crescita”.

Quanto incide il marchio e l’origine del vino sulla vendita? Ed il prezzo? Quali altre caratteristiche incidono?
“Due considerazioni si possono fare in generale, guardando la situazione della vendita in bottiglia e bottiglioni: 1) il mercato locale e in parte quello italiano è abbastanza saturo. In altre parole occorre vendere il vino all’estero, ed in particolare nei paesi emergenti come Cina, India, Russia, ecc. Questo ovviamente prevede costi di distribuzione e di vendita maggiori; 2) l’origine del vino è sempre più importante per il consumatore, ma è altrettanto importante un buon rapporto qualità-prezzo. Il vino lambrusco risponde a queste esigenze, almeno con prezzi sotto i 3 euro”.

I produttori sono danneggiati dalle leggi in materia di guida e alcool?
“I produttori sono molto danneggiati da queste leggi, che non tengono in considerazione che il vino è prima di tutto un alimento. Basti pensare che i ristoratori, nei soliti rincari annuali, hanno deciso di aumentare il prezzo dell’acqua, e non del vino, visto che la vendita di quest’ultimo è via via calata”.

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