La Nuova Zelanda? E’ vicina…

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La Nuova Zelanda beve sempre più italiano: a contribuire a questa crescita è anche Torraccia del Piantavigna, azienda di Ghemme (NO), che nel paese sta esportando, certo, i vini simbolo del territorio, primi fra tutti il Gattinara DOCG e il Ghemme DOCG, ma anche un vino moderno come il Barlàn, il Nebbiolo mascherato, rosato ottenuto da uve Nebbiolo al 100%. Nonostante siano ancora i vini australiani a dominare il mercato, in Nuova Zelanda la presenza di quelli italiani sta crescendo di anno in anno, come dimostrano i dati. In soli 5 anni l’importazione dal nostro paese è passata da 1.380 milioni di litri a 1.872 milioni di litri, risultato con cui l’Italia si colloca al 4° posto dopo Australia, Sud Africa e Francia.

In questo contesto, Torraccia del Piantavigna sta contribuendo a far crescere l’immagine della nostra produzione enologica di qualità. L’azienda di Ghemme, presente solo nel canale Horeca, ha registrato un forte incremento. Proprio il rosato Barlàn è una delle etichette che sta avendo il maggiore successo, come dimostra l’ingresso in ristoranti prestigiosi come Andiamo, Prego, Monsoon Poon, Ponsonby Road Bistro, Vivace e La Zeppa. Ad apprezzarlo sono anche personaggi temuti come Michael Dearth, il miglior sommelier del Lewishams, che è stato il primo a credervi, inserendolo nella propria carta dei vini al Grove Restaurant.

Complice del successo è anche l’ascesa del vino rosato nel mercato neozelandese, dove le vendite sono cresciute vertiginosamente, inaugurando una vera e propria moda. Da vino poco conosciuto o sottovalutato, considerato adatto solo ad un consumo giovane o poco impegnato, si è passati alla presenza di almeno un paio di etichette in tutti i punti vendita di qualità. Il grande interesse verso la tipologia è dato dalla ricerca da parte del consumatore di vini di maggiore immediatezza e bevibilità, caratteristiche del Barlan, che ha quindi incontrato subito il gusto del mercato. E se Barlàn sta regalando grandi soddisfazioni a La Torraccia del Piantavigna, il trend è positivo anche per i vini più importanti, come il Gattinara DOCG, e il Ghemme DOCG.

“In Nuova Zelanda la cultura enologica si sta ancora affermando – afferma il Presidente Alessandro Francoli. – Oggi si consumano soprattutto vini e spumanti di qualità media, che sfiorano i 5,543 milioni litri all’anno. La preparazione dei consumatori, tuttavia, sta progressivamente crescendo e per questo è necessario investire in promozione e formazione. Noi lo stiamo facendo e i risultati non sono tardati ad arrivare”.

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