Gelardini&Romani Wine Auction: Ecco il top del vino italiano

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Masseto, Monfortino, Biondi Santi (Riserva Brunello di Montalcino) e Amarone Dal Forno. Eccole le quattro etichette italiane più pagate e ricercate dai collezionisti di tutto il mondo. I 28 vini italiani classificati in base ai maggiori livelli di prezzo e alla minore percentuale di lotti invenduti sono stati presentati dalla prima Casa d’Aste italiana specializzata in vino, la Gelardini&Romani Wine Auction, nel corso della serata del Gran Galà Grand Cru d’Italia che si è tenuta ieri a Villa Aurelia a Roma con la collaborazione del California Catering.

“Non è nostra intenzione promuovere l’ennesima guida sui vini – affermano Flaviano Gelardini e Raimondo Romani, i fondatori della Casa d’Aste – né vogliamo in nessun modo ergerci a giudici del vino italiano. La nostra è una Casa d’Aste e il nostro lavoro è quello di fare incontrare domanda e offerta. Divulgando la lista dei Grand Cru d’Italia vogliamo semplicemente comunicare, in maniera chiara e schematica, quali sono le etichette italiane per cui c’è una reale richiesta da parte dei collezionisti a livello internazionale e sulle quali vale, sicuramente, puntare”.


GELARDINI & ROMANI WINE AUCTION
INTERVISTA AI FONDATORI


Le aste sono il luogo dove trovare, degustare e aggiudicarsi le bottiglie di vino più rare o di vecchie annate. Flaviano Gelardini e Raimondo Romani sono i fondatori della Gelardini&Romani Wine Auction, la prima Casa d’Aste specializzata in vino. Una realtà romana che dal 2002 a oggi è diventata punto di riferimento del panorama italiano, e non solo, grazie a 5 appuntamenti annuali ricchi di etichette blasonatee pezzi unici.

Raimondo Romani perché avete sentito la necessità di creare lalista delle 28 etichette di vini italiani di maggior prestigioclassificati in base ai maggiori livelli di prezzo e alla minore percentuale di lotti invenduti?
Per colmare un vuoto, come hanno rilevato molti addetti ai lavori, visto che le denominazioni attualmente in vigore in Italia (vd Brunello di Montalcino, Barolo, etc….) sono abbastanza generiche e tendono più ad identificare una tipicità piuttosto che ad isolare una qualità assoluta, unica; che è ciò che interessa ai collezionisti. Perciò abbiamo voluto indicare chiaramente, e sulla base di dati oggettivi, quali sono le etichette italiane su cui vale certamente puntare e per le quali esiste una reale domanda da parte di collezionisti ed investitori.

Qual è la realtà italiana nel mondo delle aste di vini? E come ci vedono all’estero?
I Grand Cru Italiani si stanno conquistando sempre più spazio nelle aste, anche internazionali, al pari di vini prodotti in piccole appellation d’oltralpe, come alcuni Chateauneuf-du-Pape o Riesling della Mosella. Faccio questo esempio perchè quando parliamo con collezionisti ed appassionati l’accento non va quasi mai sulla nazione produttrice quanto piuttosto sulla regione. In altre parole il collezionista di oggi, che sia italiano, belga o brasiliano ha una percezione del mondo del vino globalizzata e quindi tende a scegliere il top selezionandolo dalle diverse regioni che storicamente, nel mondo,hanno la migliore vocazione vitivinicola piuttosto che limitarsi a bere o collezionare i soli vini prodotti entro i confini nazionali.

Chi sono i cultori del vino in Italia?
Principalmente uomini con un’età media intorno ai 35 anni. Con una scolarizzazione medio alta. Non si tratta solo di un pubblico di professionisti. Ci capita di vendere anche a semplici impiegati.

Quando un vino è pregiato?
Un vino è pregiato quando per esso c’è domanda anche nei mercati secondari. Al di là della vendita diretta viene ricercato e venduto su altri mercati che vanno oltre alla distribuzione ordinaria.

Qual è la bottiglia di vino più pregiato che avete battuto?
In termini di bottiglia classica da 0,75 una Romanée Conti del 2005 per circa €10.000,00

Perché oggi molti investimenti si fanno sul vino? Quali garanzie dà questo tipo di investimento?
Quello del vino è un mercato in forte crescita nel mondo e offre diverse opportunità di investimento”indirette” che vanno dall’investinmento di natura immobiliare (compravendita di vigneti) a quello industriale (compravendita di aziende) fino a quello finanziario (futures e fondi di investimento), tutte forme molto interessantidi investimento che richiedono, però, l’assistenza di soggetti terzi, specializzati, e la disponibilità di discreti capitali. Noi ci occupiamo essenzialmente di investimenti “diretti” in vino, ovvero l’acquisto e la vendita di bottiglie “Collectibles”, quindi bottiglie effettivamente richieste dal mercato collezionismo globale. L’investimento “diretto” in vino, attraverso la costituzione di una collezione di vini “Collectibles”, è accessibile a chiunque e può essere gestito autonomamente poichè le informazioni necessarie a valutarne rischio e potenzialità sono poche e facilmente reperibili. Quanto alle garanzie di questo tipo di investimento, se si acquistano “Collectibles” al primo prezzo, il capitale è garantito al 90% mentre le possibilità di guadagno possono superare il 300% in 5 anni.

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