Coldiretti, vendemmia anticipata in media di 10 giorni

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Anche per effetto del caldo la vendemmia sarà anticipata in media di 10 giorni con una produzione di qualità che per ben il 60 per cento potrà essere commercializzata sotto una delle 477 denominazioni di origine (Docg, Doc e Igt) riconosciute in Italia. E’ quanto stima la Coldiretti in riferimento alla vendemmia 2009 che si prevede attorno ai 47 milioni di ettolitri, al di sotto della media degli ultimi cinque anni con un aumento contenuto entro il 5 per cento rispetto allo scorso anno, secondo le previsioni dell’Ismea e dell’Unione Italiana Vini.

Una produzione, realizzata per quasi i due terzi – precisa la Coldiretti – in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, con un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi anche se ci sarà una leggera prevalenza dei primi. La produzione in genere si presenta sana e non si segnalano situazioni di criticità dovute a fitopatie ma – sottolinea la Coldiretti – l’eventuale perdurare di situazioni di alte temperature potrebbe creare situazioni di sofferenza per alcuni vigneti e ridurre la produzione attesa.


Sul piano economico i viticoltori al momento sono molto più preoccupati per la situazione di difficoltà in cui è il mercato del vino con i prezzi medi di vendita alla produzione che – rileva la Coldiretti – sono calati considerevolmente (in media – 24 per cento). Con la nuova Organizzazione Comune di Mercato (OCM) del vino l’Unione Europea mette a disposizione del settore alcuni strumenti per intervenire a sostegno. Alcune indicazioni sono state recepite dal Ministero delle Politiche Agricole (Assicurazioni del raccolto, Vendemmia verde, Distillazione di crisi) ma i provvedimenti non potranno essere emanati fintanto che non vi sarà il parere positivo in Conferenza Stato-Regioni.


L’Italia – conclude la Coldiretti – è il primo produttore mondiale di vino che rappresenta la prima voce dell’export agroalimentare nazionale con 3,6 miliardi di valore delle esportazioni a fronte di un fatturato di un fatturato record di circa 10 miliardi di euro nel 2008.

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