Annata 2007: per i vini siciliani l’annata migliore quanto ad eleganza.

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“Vini eleganti che ascoltano il mercato interpretando quelle che sono le nuove esigenze del consumatore”: sono queste le impressioni dell’enologo Riccardo Cotarella che nella giornata dell’anteprima dei vini siciliani della vendemmia 2007, organizzata nel contesto di “Sicilia en Primeur”, ha descritto le caratteristiche principali di quest’annata.

Nella degustazione svoltasi presso Baglio Oneto di Marsala, comune che insieme alla provincia di Trapani ospitano questa quinta edizione dell’evento, a cento giornalisti della stampa specializzata internazionale e nazionale sono stati presentati ventritè vini alla cieca rappresentativi dei diversi terroir dell’Isola: da Sicilia Occidentale con in testa Trapani, Agrigento e Palermo a quella Orientale con Catania, Ragusa, Siracusa. I vini in degustazione erano così suddivisi: sei bianchi, 15 rossi e due dolci. Per i bianchi si è puntato su varietà prevalentemente autoctone quali il Carricante, l’Inzolia, il Catarratto, il Grillo. Della stessa batteria hanno fatto parte anche il Viogner e il Fiano che hanno trovato in Sicilia le condizioni pedoclimatiche per esprimersi al meglio.

Per i rossi si è puntato sulle migliori espressioni dei vitigni autoctoni isolani a partire dal Nero d’Avola coltivato in diverse zone della Sicilia, per passare al Nerello Mascalese e a quello Cappuccio, continuando con il Frappato e il Perricone, senza dimenticare vitigni internazionali capaci di fornire vini dalle caratteristiche uniche quali il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Sirah. Per i vini dolci, immancabile la migliore espressione dello Zibibbo di Pantelleria vale a dire il Passito.

A colpire tra le varietà autoctone sono state, soprattutto, vitigni quali il Carricante, il Catarratto e il Grillo. Per quanto concerne il Viogner e il Fiano, secondo l’enologo Riccardo Cotarella questi due vitigni hanno trovato in Sicilia quelle condizioni ideali per fornire vini estremamente caratterizzati; tanto che l’enologo parlando di Fiano lo definisce “autoctono” intendendo questo termine non nel senso letterale, ma nel senso di un vitigno che riesce ad esprimere un territorio.

Per i rossi unanime è stato il parere su come le varietà prescelte rappresentino al meglio l’identità siciliana. L’attenzione si è soffermata soprattutto sui Nerelli che, se studiati ed interpretati, potrebbero costituire un altro cavallo di battaglia dopo il Nero d’Avola.

Grande interesse tra gli internazionali ha suscitato il Syrah per via della potenza, ricchezza e corpo che riesce ad avere in Sicilia. Dalla degustazione en primeur emerge, dunque, che la Sicilia grazie al terroir, alla tecnica e alle conoscenze acquisite può aspirare a diventare secondo il direttore di Civiltà del Bere, Pino Khail, la regione leader del Sud Italia.

Nel pomeriggio, invece, i giornalisti hanno potuto degustare i vini delle annate precedenti ed avere un panorama, il più possibile ampio, di quello che la Sicilia vinicola è in grado di offrire.

I risultati del rating sulla vendemmia 2007 saranno resi noti domani nel corso della conferenza stampa “Il vino siciliano: sintesi seduttiva tra antica tradizione e moderni scenari di consumo“che si svolgerà a Marsala alle ore 10 presso il Complesso Monumentale San Pietro.

Due le sessioni di lavori moderate dal condirettore del Giornale di Sicilia Giovanni Pepi. Durante la prima, il prof. Attilio Scienza e l’enologo Riccardo Cotarella, presenteranno i risultati dell’ultima vendemmia. Nella seconda è previsto un intervento del professore Giampaolo Fabris dal titolo “Il vino siciliano: verso il post moderno con un cuore antico” sul cambiamento sociale con riferimento ai riflessi sui comportamenti dei consumatori e sui consumi di vino.

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