I Franciacorta nel percepito del consumatore: Animato talk-shoe all’Azienda Agricola Villa in Franc

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“Quali sono le nuove tendenze del consumo di bollicine? In che direzione cambiano e si evolvono i gusti del consumatore? E quali sono gli elementi chiave alla base delle scelte degli italiani?” Questi i temi affrontati venerdì 22 Febbraio presso l’azienda agricola Villa in Franciacorta, discutendo alcune questioni centrali per le future strategie aziendali e del settore vitivinicolo franciacortino.

Il talk-show ha visto protagonista – in un serrato “uno contro tutti” – Davide Paolini, giornalista e scrittore de Il Sole 24 Ore e di Radio 24. Stimolatore del dibattito il prof. Davide Gaeta, dell’Università degli Studi di Milano che ha provocatoriamente invitato il relatore a rispondere alla domanda se la clamorosa espansione del consumo di bollicine – “sono in aumento i consumi di Franciacorta, ma anche quelli di Champagne, per non parlare del fenomeno Prosecco” – nasca realmente da un cambiamento del gusto oppure se sia il prezzo a giocare un ruolo fondamentale.

“Stiamo vivendo “il” momento delle bollicine” ha affermato Davide Paolini “E’ un trend sicuramente di lungo periodo, dove il prezzo non è uno dei parametri che fanno la differenza. Il consumatore ama bere bollicine, perché le percepisce al di fuori dei vini globalizzati, dei “vini da falegnami” e perché valorizzano le peculiarità dei territori da cui provengono. Inoltre, sono meno impegnative e molto più versatili di un vino rosso. Proprio per questo, è fondamentale destagionalizzare il consumo e rompere gli schemi. Non per nulla, io promuovo il panettone ad agosto, il Lambrusco con le ostriche e la mortadella con il Franciacorta, memore del’incontro con Remy Krug con il quale vent’anni fa condivisi pizza e Champagne.”

Sulla stessa linea di pensiero a questa affermazione ha risposto Adriano Baffelli – direttore del Consorzio di Tutela Franciacorta – che ha concordato su come la crescita sia legata alla promozione degli abbinamenti a tutto pasto e in ogni occasione e sul fatto che in un mercato libero i prezzi siano largamente differenziati, così da permettere un consumo ampio ed esteso.”

Paolo Pizziol – direttore dell’az. Agr. Villa – ha ricordato come proprio l’azienda di Monticelli Brusati promuova il consumo di Franciacorta anche per mezzo di un concorso enogastronomico ormai giunto alla VI edizione: lo Sparkling Menù. “E il consumatore di Franciacorta – ha aggiunto – nel tempo ci ha dato ragione di questa scelta, tanto che quest’anno abbiamo avuto un aumento delle vendite di Franciacorta pari al 14%.”

Ulteriore elemento a favore del Franciacorta – secondo Davide Paolini – il fatto che le bollicine hanno subito in misura minore il passaggio Lira – Euro, nonostante la loro notorietà.

Stiamo assistendo a uno scenario esclusivamente positivo, dunque? La strada da percorrere, in realtà, è ancora lunga. Secondo Davide Paolini e tutti i presenti – giornalisti e operatori del settore -, fondamentale l’educazione del consumatore, che ancora fatica a riconoscere le differenze tra le diverse bollicine e a volte si trova spiazzato di fronte alla molteplice offerta, privo degli strumenti per effettuare una scelta consapevole. La promozione e l’informazione devono essere diretti a lui, senza mediazioni, puntando a far nascere nel consumatore continue emozioni.

Proprio come si sta muovendo il Consorzio di Tutela Franciacorta, che anche per quest’anno ha organizzato il Festival del Franciacorta itinerante, con tappe a Firenze, Parma, Padova, Roma e Berlino, oltre al consueto appuntamento a Erbusco.

Ha seguito il convegno la degustazione verticale di Villa Franciacorta Rosé annate 1995, 1996, 2000, 2001 e 2003, che ha confermato unanimemente le ragioni del successo di questo vino.

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