Boom degli Spumanti d’Italia all’estero per il terzo anno consecutivo.

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Rincari di bollette e del pieno dell’auto, ma a Natale le rinunce sono poche. Ogni 100 euro, 42 sono per gli alimentari, 13 per accessori e abbigliamento, 45 per viaggi, persona, benessere, casa: totale 17 miliardi di euro spesi. 800 milioni solo per gli spumanti nazionali. 16,5 milioni di italiani acquisteranno almeno 4 bottiglie di spumanti negli ultimi 25 giorni di feste, dal 10 dicembre al 6 gennaio. 1 regalo su 2 contiene almeno 1 bottiglia di spumante: gli acquisti – come riferiscono alcuni sondaggi di associazioni Commercianti e del Forum Spumanti – sono basati su qualità e piacere della vita. Vince il prodotto che offre garanzie di etichetta, qualità e origine, ma soprattutto un prezzo accessibile.

I rincari e le stangate possono attendere: è ritornata la voglia di soddisfare i gusti personali. Vincono le vacanze, gli accessori di abbigliamento e giochi, alimentari e – al quarto posto – i vini Spumanti. I sondaggi in Gdo, enoteche, gastronomie, cantine indicano acquisti superiori al 6 % rispetto al Natale 2006 . ” Si calcola – dice Giampietro Comolli direttore del Forum e dell’Osservatorio di mercato realizzato con Ismea e Ministero Politiche Agricole – di  superare al consumo un fatturato mondiale di 2,3 mld di euro, oltre il 56 % nei 62 paesi dove si esporta. Vicinissima la soglia di 300 milioni di bottiglie spedite”. Infatti l’export vale più di 150 milioni di bottiglie: 2 di metodo classico, 50 di Asti, altrettante di Prosecco e idem per Spumanti di vitigno di grandi case Piemontesi e Venete.

Trend record soprattutto in Usa, Inghilterra, Germania e Svizzera per il Prosecco che è sempre più sinonimo di Spumante nazionale quindi ambasciatore e biglietto da visita per tutte le bollicine italiane. L’export fa segnare incrementi medi a 2 cifre di fatturato e di volumi, con punte eccezionali in Russia e India. In Usa il binomio Asti docg e Prosecco ha superato gli Champagnes. In Italia il consumo di Spumanti è ancora concentrato per il 78% nei 25 giorni delle feste di fine anno: 115 milioni  su circa 147 nell’anno. Per le feste volano 15 milioni di tappi fra Franciacorta, Trento doc, Oltrepo Pavese e Altalanga Piemonte; altri 100 fra 50 milioni di Prosecco, 20 di Asti docg e 30 di diversi Oltrepo Pavese, Trentino, Piemonte e prodotti in regioni come Alto Adige, Friuli, Emilia e Marche.

Boom soprattutto di Asti docg in abbinamento con il panettone e il pandoro; leader del fuori pasto, del consumo domestico e dello spuntino si conferma il Prosecco Spumante doc; il Franciacorta e il Trentodoc vincono nei menù di fine anno in concorrenza con gli Champagnes. Forte la richiesta di Franciacorta Saten e Spumanti Rosè nei veglioni e nelle discoteche. 3,8 milioni di italiani pasteggeranno solo con Spumanti nei cenoni di capodanno. Prezzo medio di una bottiglia docg-doc fra i 5 e i 12 euro in Gdo, dove avviene il 70% degli acquisti. “Segnale importante – ribadisce Comolli – è il rapporto fra quantità e spesa: in proporzione cresce percentualmente più il fatturato che i volumi, quindi riconoscimento della qualità del vino e richieste di esclusività nelle cene fuori casa. Più valore al prodotto, a scapito dell’euforia e del banale botto”.

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