Successo oltre ogni previsione, Franciacorta svela il nuovo volto di Torino.

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E Torino ha dimostrato che le città possono cambiare. La grande euforia che ha avvolto la città durante le Olimpiadi ha lasciato un segno profondo e i torinesi hanno dimostrato di saper raccogliere le occasioni per festeggiare, stare insieme, gioire delle cose belle. Il Festival del Franciacorta che sta per chiudersi ha visto ieri sera il suo momento più alto nel grande salone dell’Hotel Principi di Piemonte preso d’assalto dai cittadini che si sono accalcati all’ingresso già dalle 16, ora di apertura della giornata di incontri e degustazioni, e a fatica hanno permesso, alle 21 passate, di chiudere le porte.

I quaranta Sommelier messi a disposizione dell’AIS, Associazione Italiana Sommeliers, solo grazie a una esperienza e professionalità ormai maturata negli anni hanno saputo tenere testa alle ondate di appassionati, ma non solo, che si avvicendavano ai vari banchi d’assaggio.

Tra novità e vecchie conoscenze, prodotti lanciati per la prima volta sul mercato ed etichette che rappresentano il filo conduttore dell’esperienza franciacortina, la serata di ieri ha rappresentato un motivo in più di festa per i nuovi torinesi. Le bollicine di Franciacorta sono state un’occasione per movimentare le strade del centro dopo che già da una settimana decine e decine di locali, enoteche, wine bar e ristoranti hanno registrato il tutto esaurito per partecipare alle presentazioni curate dai produttori di Franciacorta, alle serate a tema, alle degustazioni e ai semplici assaggi consapevolmente guidati da esperti de bere.

Una grande accoglienza, dunque, molto al di sopra delle aspettative, che ha dimostrato ancora una volta quanto questo prodotto rappresenti la voglia di ben vivere e di godere delle opportunità di scegliere i momenti di distacco dai ritmi frenetici del nostro quotidiano. E se una città tradizionalmente lavoratrice e nota per la sua austerità sa aprirsi in questo modo alle nuove occasioni di festa, abbiamo tutti un motivo in più per credere che i luoghi comuni possono essere sradicati.

Una presenza importante è stata anche quella della Provincia di Torino che ha saputo accogliere la sfida di aprirsi a produzioni fuori dal proprio territorio nella consapevolezza che questi scambi sono alla base di nuove dinamiche di comunicazione e di consumo. L’abbinamento dei Franciacorta con il “Prodotti del Paniere” è una dimostrazione di quanto la qualità sia esportabile e “sposabile” in qualunque contesto, primo tra tutti quello enogastronomico, in un rapporto di reciproco interesse e soddisfazione.   

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