Il Custoza Doc approda nella capitale del tortellino. Duplice appuntamento a Bologna per il vino Do

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Dal nodo d’amore al tortellino, il Custoza mostra la propria versatilità con un duplice appuntamento di degustazione a Bologna. Il Custoza Doc punta ad ampliare la propria reputazione di bianco sapido capace di esaltare le peculiarità gastronomiche di prelibati piatti della tradizione italiana. In primis i tortellini.  Così, il 5 novembre, sarà protagonista di un evento riservato a operatori, stampa e associazioni enogastronomiche al Hotel Royal Carlton, in Via Montebello 8 a Bologna. In programma, dalle 15 alle 22, un fitto carnet di degustazioni dei vini della Doc, rappresentati da 15 aziende aderenti al Consorzio Tutela Bianco di Custoza. Sempre a Bologna, in Fiera, la Doc sarà inoltre presente l’11 novembre ad “Alimentarti”, il Salone artigiano e cooperativo di qualità che rappresenta le eccellenze italiane. In programma una gustosa “disfida” tra le varie tipologie di tortellino, con il Custoza Doc “sposo” ideale dei tipici “nodi d’amore” di Valeggio sul Mincio.

Soddisfazione per il Consorzio Tutela Bianco di Custoza: “La nostra strategia prevede non solo una valorizzazione della Doc all’estero ma una presenza più significativa sulle tavole degli italiani. La ricchezza della nostra gastronomia e la duttilità del nostro vino, nelle sue Giulio Liut, direttore del Consorzio. Le aziende del Consorzio Tutela Bianco di Custoza che saranno presenti a Bologna sono: Cantina di Castelnuovo, Cantina di Custoza, Adami Aldo & C, Cavalchina, Corte Fornello, Corte Gardoni, Gorgo, Il Custode, Il Pignetto, Le vigne di San Pietro, Menegotti Antonio, Monte del Fra’, Ronca di Ronca Massimo, Sparici Landini e Tamburino Sardo.

Il Custoza Doc è prodotto in nove comuni nella zona tra Lazise e Peschiera su un terreno morenico attorno all’antica cittadina di Custoza, il cui nome deriva da “stazione di guardia e custodia”, risalente al XIII. I vigneti del Custoza Doc sono dislocati su terreni derivati dal grande sistema glaciale atesino e si estendono su 1200 ettari. Il Bianco di Custoza o Custoza Doc è un vino ottenuto da Garganega (20-40%), Trebbiano Toscano (20-45%) e Tocai Friulano localmente detto trebianello  (5-30%). Il rimanente 20-30% può prevedere, da soli o congiuntamente, Cortese, Malvasia, Riesling Italico, Pinot Bianco, Manzoni bianco (sinonimo Incrocio Manzoni 6-0-13), e Chardonnay. La Doc prevede quattro tipologie: il Custoza, il Custoza Superiore, il Custoza Spumante e il Custoza Passito. Il Custoza Doc è un vino secco dal profumo intenso, fruttato e leggermente aromatico. Al palato rivela freschezza, morbidezza e una gradevole sapidità che lo rendono ideale in abbinamento ad antipasti di pesce e a primi piatti della tradizione gastronomica locale. Un vino ricco di storia, che ha goduto apprezzamenti da parte di papi, generali e letterati fin dal Cinquecento.

Le aziende aderenti al consorzio sono 611: 494 viticoltori, 66 vinificatori e 51 imbottigliatori. La produzione potenziale è  di 180.000 q di uva. In media ogni anno vengono prodotti 115.000 hl di vino: il 70% è Bianco di Custoza Doc, il 25% riguarda la tipologia Superiore, il 4% la tipologia spumante e l’1% il passito. Si tratta di 10-12 milioni di bottiglie all’anno, per un giro d’affari pari a circa 36 milioni di euro all’anno. Il 75% delle vendite viene totalizzato in Italia, il rimanente 25% all’estero e, in particolare, in Germania, Austria e Inghilterra.

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