Coldiretti, arriva il Beaujolais, ma il Novello italiano tiene testa.

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Con il via libera al Beaujolais è festa in Francia e in molti altri Paesi del mondo dove è esportata quasi la metà della produzione d’oltralpe, ma non in Italia che ha prodotto 16 milioni di bottiglie di novello molto apprezzate soprattutto in abbinamento ai tipici prodotti dell’autunno Made in Italy. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il déblocage del Beaujolais nouveau francese è previsto per legge solo a partire dal terzo giovedì di novembre (il 15) in ritardo rispetto al novello nazionale già in vendita dal 6 novembre in tutta Italia. La denominazione Beaujolais nouveau esiste dal 1951 e oggi la produzione è di circa 60 milioni di bottiglie ottenuti in 16.000 ettari di 110 comuni ricadenti nella Borgogna meridionale. Ma ormai da molti anni il novello è divenuto anche in Italia un fenomeno di mercato e di costume che esercita una forte attrattiva soprattutto sul pubblico dei più giovani e meno esperti per la sua leggerezza, la bassa gradazione (11 gradi), il bouquet aromatico, la trasparenza del colore rosso rubino, l’abbinamento con i prodotti autunnali, dalle caldarroste ai prodotti tipici del territorio come salumi, verdure in pinzimonio e formaggi piccanti a pasta molle consumati in casa o fuori casa in pizzerie, enoteche, winebar, ristoranti e nelle piazze dove si moltiplicano le Sagre e le Feste paesane in suo onore.

La produzione di 16 milioni di bottiglie di novello realizzata in Italia nel 2007 e in vendita in negozi, ristoranti, enoteche, winebar e vinerie potrà essere consumata entro i prossimi sei mesi, termine ultimo consigliato affinché il primo vino dell’annata a essere imbottigliato mantenga inalterate le proprie caratteristiche. La riduzione del 10 per cento nella quantità rispetto al 2006 è il frutto – precisa la Coldiretti – di una vendemmia di buona qualità ma “avara” con una produzione di poco superiore ai 40 milioni di ettolitri. I prezzi delle bottiglie di novello Made in Italy in vendita variano – sottolinea la Coldiretti – su valori compresi tra i tre e i sette euro a bottiglia, con una media di circa 5 euro, inferiore a quelli del concorrente francese. Il fatturato del vino novello – stima  la Coldiretti – si aggira attorno agli 80 milioni di euro ed è realizzato da meno di quattrocento aziende con oltre un terzo del totale delle bottiglie che esce dalle cantine del Veneto che insieme alla Toscana copre quasi la metà della produzione nazionale, mentre a seguire si posizionano il Trentino, l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, la Puglia , la Sardegna , la Sicilia , il Lazio , l’Umbria, il Piemonte e le Marche.  La produzione italiana – conclude la Coldiretti – è caratterizzata sopratutto da novelli monovitigno con l’utilizzazione di un’ampia gamma di vitigni autoctoni (Teroldego, Ciliegiolo, Nero d’Avola, ecc.) anche se quelli più utilizzati sono nell’ordine Merlot, Sangiovese, Cabernet, Montepulciano e Barbera.

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