Successo di pubblico e critica: il 41esimo Vinitaly premia la Campania.

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Si chiude domani mattina il 41 esimo Vinitaly e la Regione Campania porta a casa uno strepitoso successo, sia di pubblico che di critica. Oltre cento mila visitatori hanno “attraversato” la Tenso B Campania per ammirare, nasi all’insù, l’allestimento disegnato da Gae Aulenti, l’architetto friulano di fama internazionale che per la prima volta nella sua lunga e prestigiosa carriera ha firmato un padiglione fieristico. Tanti i curiosi attratti dalla novità e dal tam tam mediatico della scenografica piazza con il “paesaggio agrario capovolto”, ma altrettanti gli operatori nazionali ed esteri intervenuti per conoscere e degustare i vini delle cinque province campane. Per la prima volta la Campania ha saputo stupire i visitatori del Vinitaly: un unico grande padiglione (5000 mq) fortemente caratterizzato anche negli esterni, e un numero più elevato di aziende hanno finalmente messo la regione al passo con le altre grandi regioni italiane del vino.

, ha ribadito l’assessore regionale all’agricoltura Andrea Cozzolino che con Verona Fiere ha stretto un accordo triennale per garantire appunto continuità. Soddisfatti il Commissario generale dell’Ersac e il presidente di UnionCamere Gaetano Cola: proseguire in questa direzione e ulteriormente migliorare su alcuni punti è la sfida per il prossimo anno.

Le cantine partecipanti sono state 177 e 15 le aziende di infusi e distillati, distribuiti in percorsi provinciali. Determinante è stata anche la posizione del Padiglione: la Tenso B di fronte all’Agricenter, cuore nevralgico ed operativo della Fiera di Verona, passaggio quasi obbligato per i tanti giornalisti ed operatori. I quattro wine-bar strategicamente posizionati agli angoli della piazza, in corrispondenza dei 4 ingressi principali, hanno offerto le migliori produzioni a denominazione d’origine della regione commentati dai sommelier dell’Ais. Successo di pubblico anche nell’area gourmet dove lo chef Antonio Tubelli ha preparato nei 5 giorni dell’evento oltre 20 ricette tradizionali della gastronomia partenopea: per la prima volta la Campania ha portato a Verona anche la propria tradizione culinaria.

Accanto alle novità di immagine e progetto, anche molti contenuti concreti: dalle nuove tecnologie satellitari applicate all’agroalimentare come il Marsec presentato dalla Provincia di Benevento, alle prime bottiglie di Catalanesca, il bianco profumato ottenuto dall’omonima uva da tavola importata nel 1450 da Alfonso d’Aragona e vinificata per la prima volta nell’autunno scorso. Sei produttori del vesuviano hanno presentato al pubblico internazionale di Verona questa primizia unica sulla quale la Federico II sta conducendo una importante ricerca e per la quale è in via di definizione il disciplinare di produzione. Le tre Docg – Taurasi, Fiano e Greco – si confermano le più apprezzate e ricercate tra gli stand, insieme alla Falanghina e all’Aglianico del Taburno. Si fanno strada anche il Pallagrello bianco della provincia di Caserta e in generale tutti gli autoctoni della Campania, che non a caso, con i suoi 100 vitigni tradizionali, si conferma la regione con il patrimonio varietale più ricco e numeroso. Tradizione e sperimentazione dunque ancora una volta caratterizzano la Campania del vino: grandi classici, ma anche capacità di innovare ed osare la confermano la regione più creativa e dinamica dell’Italia del vino. Prosit!

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