Un grande evento per il Chiaretto Bardolino Classico DOC.

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4mila bottiglie stappate, 20mila bicchieri “affidati” ad altrettanti curiosi e appassionati (di cui moltissimi stranieri, soprattutto tedeschi) pronti ad assaggiare i Chiaretto Bardolino Classico Doc delle 22 cantine partecipanti. Questo il bilancio della edizione 2006 del Palio del Chiaretto Bardolino Classico Doc, svoltasi sul lungolago dell’omonima cittadina gardesana dall”1 al 4 giugno. Quattro giorni di assaggi, di degustazioni, di musiche e spettacoli nella splendida cornice del Lago di Garda; quattro giorni interamente dedicati a un vino che vuole farsi notare, proponendosi al sempre più vasto, curioso, attento pubblico dei consumatori e degli appassionati come una risposta “diversa”, in controtendenza rispetto a vini tutto “legno e muscoli”, perché in grado di regalare una grande piacevolezza e con il quale sperimentare gusti, profumi, sapori nuovi. All’insegna della leggerezza.

L”evento è stata anche l’occasione per premiare le aziende che – secondo la commissione di degustazione – hanno presentato i migliori Chiaretto Bardolino Classico. 15 le cantine che hanno superato la soglia degli 83 centesimi: Ca’ Bottura (Bardolino), Guerrieri Rizzardi (Bardolino), Casaretti (Calmasino), Costadoro (Bardolino), Righetti Enzo (Cavaion), Cantine Lenotti (Bardolino), Fratelli Zeni (Bardolino), Raval (Bardolino), Meneghello (Pacengo), Cantine Tinazzi (Lazise), Vigneti Villabella (Calmasino), Monte Saline (Cavaion), Valetti (Calmasino), Gruppo italiano vini (Pastrengo) e Fratelli Girardelli (Bardolino).

Un momento di grande visibilità, dunque, per un vino che è indubbiamente la bandiera di uno splendido territorio a grande vocazione turistica, basti pensare che – come ha ricordato il presidente del Consorzio tutela vino Bardolino, Giuseppe degli Albertini – vanta una eccellente quota di esportazione, pari al 70 per cento della produzione, indirizzata soprattutto verso Germania, Francia e Giappone, Inghilterra e Stati Uniti. Un vino la cui produzione è passata dai 21mila ettolitri del 2000 ai 48mila del 2005 (circa un quarto dell’intera produzione della denominazione, che comprende anche il Bardolino e il Bardolino Superiore Docg) e che si prevede quest’anno toccherà il tetto dei 60mila ettolitri, segno di un concreto, crescente interesse da parte dei consumatori.

Questi dati sono emersi durante il convegno “Il Chiaretto Bardolino: una nuova risposta”, svoltosi la mattina di sabato 3 giugno a Villa Carrara Bottagisio, durante il quale – dopo i saluti del sindaco di Bardolino, Pietro Meschi – lo psichiatra e storico Luciano Bonuzzi ha parlato di “Leggerezza e intimità a tavola”, il giornalista Luca Rossetti ha affrontato il tema “Voglia di leggerezza? le nuove dinamiche del consumatore”, il ristoratore Claudio Rama ha offerto la propria lettura circa “La leggerezza è una nuova richiesta per la ristorazione” e il vitivinicoltore Gaetano Zeni ha fatto il punto su “Il mercato del Bardolino Classico Doc”.

Il Consorzio tutela vino Bardolino doc, la Strada del vino Bardolino e il Comune di Bardolino – organizzatori dell’evento – hanno dunque ottenuto il loro scopo, ovvero di attrarre maggiore attenzione attorno a questo vino di cui i consumatori e gli appassionati, ma anche esperti e operatori, non hanno ancora colto tutte le potenzialità.

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