La prima etichetta della Malvasia delle Lipari ha più di 75 anni. A inventarla è stato Nino Lo Schi

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È vecchia di 76 anni la prima etichetta della Malvasia delle Lipari e a inventarla nel 1930 è stato Nino Lo Schiavo, eclettico intellettuale e produttore delle Eolie che proprio in quel periodo fondò la “Società della Malvasia”, associandosi con altre piccole aziende locali e brevettandone il marchio per poi continuare l’avventura a titolo personale. A guidare Lo Schiavo è stata la passione per la sua terra e per quel “nettare degli dei” che veniva prima usato come cadeau per sdebitarsi di alcuni servizi come la visita del medico di famiglia o il favore di un avvocato, tanto da assumere il nome di “malvasia del disobbligo”. Fino agli anni Trenta nessuno aveva infatti pensato a creare un marchio per la commercializzazione del prodotto e la pubblicità avveniva solo per “passaparola”. La vocazione imprenditoriale di Lo Schiavo cominciò, invece, a trasformare la produzione di Malvasia in modo sempre più industriale orientandola all”esportazione.

«La maggior parte della nostra produzione – racconta Antonio Lo Schiavo, figlio di Nino – andava all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, dove avevamo un importatore unico, ma raggiungeva anche il Sud America e l’Australia con piccole spedizioni richieste dalle enoteche più rinomate». Il successo del vino di Lo Schiavo fece aumentare anche la competitività degli altri produttori, «che non seguivano però – dice Antonio Lo Schiavo – tutte le procedure per la realizzazione della Malvasia “originale” e “tradizionale”. Quella che veniva venduta nei bar, sfruttando la popolarità di mio padre, era “falsa” e in molti casi non era neanche prodotta nelle Eolie, ma proveniva da Marsala. Possiamo dire che il nostro vino rappresentava per quell’epoca la Doc, non esistendo certificazioni specifiche».

L’impegno di Lo Schiavo per il rispetto delle tradizionali procedure per la realizzazione di Malvasia emerge anche nel primo verbale per la costituzione di un Consorzio per la difesa di questo vino, che scrisse di suo pugno il 15 marzo 1930. Come riconoscimento per gli oltre 40 anni di lotta, fu indirizzata proprio a Nino Lo Schiavo la prima comunicazione per l’avvenuta emissione del Dpr del 1973 che riguardava il definitivo riconoscimento della Doc per la Malvasia delle Lipari.

A sfruttare la scia di Lo Schiavo, che nel 1975 chiuse definitivamente la sua attività, fu soprattutto il bresciano Carlo Hauner che comprò dal produttore siciliano alcune attrezzature, sposandone il carattere imprenditoriale e sfruttandone le conoscenze internazionali.

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