Tutela vitigni autoctoni: grande soddisfazione per l’approvazione al senato.

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Grande soddisfazione per l’approvazione definitiva da parte del Senato del testo unico sull”enologia è stata espressa dalla presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, e dal Sindaco di Montefalco, Valentino Valentini. “Finalmente – hanno dichiarato Lorenzetti e Valentini – ci sarà la tutela dei vitigni autoctoni, come il Sagrantino di Montefalco, e viene introdotto il riconoscimento e  la classificazione dei vini passiti. Si tratta di due significatuvi elementi che caratterizzano la nuova legge e che sono stati fortemente voluti dall’Umbria.

“ La salvaguardia della viticoltura autoctona –  hanno aggiunto Lorenzetti e Valentini – meritava un intervento legislativo che fosse indirizzato alla protezione di un inestimabile patrimonio culturale e colturale unico e che , per tale motivo , va considerato come bene inalienabile di quel paesaggio – e della gente che lo abita”.

“Vorremmo ricordare che in questi anni – affermano Lorenzetti e Valentini – abbiamo lavorato insieme, istituzioni, agricoltori e produttori per garantire alle nostre produzioni tipiche locali la necessaria difesa e tutela che oggi finalmente trova una ‘consacrazione’ legislativa. La tutela dei vitigni autoctoni per noi significa anche la salvaguardia di quanto fatto in questi anni, proprio nelll’area del Sagrantino, che ha visto notevoli investimenti da parte dei viticoltori, sostenuti anche da risorse economiche regionali nell’ambito delle azioni previste dal Piano di sviluppo rurale”.

Il disegno di legge approvato al Senato definisce  il passito, “vino sottoposto ad appassimento, anche parziale, naturale sulla pianta o dopo la raccolta”, senza il ricorso a pratiche di arricchimento del titolo alcolometrico naturale delle uve prima o dopo l’appassimento.

Il ddl definisce inoltre il “vitigno autoctono italiano” come quel vitigno la cui presenza in aree geografiche nazionali delimitate risalga ad almeno cinquant’anni. Le Regioni accertano la coltivazione dei vitigni autoctoni sul territorio di loro competenza e ne propongono l’iscrizione nell’apposito Registro Nazionale delle varietà di viti, in modo tale da limitarne l’uso del nome  nella sola designazione e presentazione di specifici DOCG,DOC e IGT.

“Proprio su questi due elementi ‘centrali’ della nuova legge si è sempre battuta la Regione Umbria, assieme ai Comuni ed ai viticoltori umbri, facendone anche una ‘questione nazionale’ e sollecitando più volte Governo e  Parlamento a interventi legislativi che promovessero la tutela e la salvaguardia di un patrimonio così importante per l’Umbria e per l’intero Paese”.

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